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La febbre dei bambini è un classico di questa stagione

Con l’inizio dell’autunno gli sbalzi termici si fanno più insidiosi ed il corpo dei bambini diventa più suscettibile alle infezioni febbrili. Moltissime mamme devono così fronteggiare una serie di piccole sfide per il benessere del proprio figlio, proprio in concomitanza della non meno impegnativa ripresa scolastica. Inoltre, in questo periodo le temperature più basse del mattino inducono i genitori a coprire troppo i bambini, rischiando di farli sudare poco dopo, poiché durante il giorno si possono ancora apprezzare gli ultimi scampoli di tepore di tarda estate.

Virus e batteri
A causa della maggior difficoltà nel mantenere costante la temperatura corporea, virus e batteri trovano quindi più facile accesso nei bambini, i quali reagiscono con la ben nota prima febbre di stagione. In genere si tratta inizialmente di lievi infezioni virali alle prime vie respiratorie che possono poi aprire la strada ai batteri, se non si interviene con semplici accorgimenti domestici: riposo e controllo della temperatura. E’ quindi importante disporre di un termometro per mantenere monitorata l’evoluzione dei primi giorni ed oggi questo compito è reso ancora più semplice grazie ai moderni dispositivi di misurazione rapida (termometri digitali e infrarossi).

Le insidie dei falsi allarmismi
Sovente accade che con l’accertamento della prima febbre di stagione le mamme vivano la nuova situazione in maniera eccessivamente apprensiva, ricorrendo immediatamente al pediatra o, peggio ancora, direttamente alla farmacia al fine di contrastare i primi sintomi con prodotti antipiretici. Al riguardo è invece estremamente importante ricordare che la reazione della febbre rappresenta la prima vera arma di difesa dell’organismo contro i microbi patogeni, in quanto l’innalzamento della temperatura impedisce loro di svilupparsi.

La funzione della febbre e l’importanza di lasciarla agire
Specie nei bambini, le prime febbri di stagione possono essere anche ad esordio improvviso e brusco, con temperature anche prossime a 39 gradi. In questi casi, prima di intervenire mediante potenti febbrifughi o richiedere a tutti i costi la prescrizione di antibiotici è opportuno attuare semplici tecniche di dispersione del calore come, ad esempio, evitare di coprire eccessivamente il bambino e praticare lievi bagnature agli arti. Tuttavia, fino a 38-38,5 gradi la febbre del bambino è in genere del tutto innocua e, come accennato precedentemente, essenziale per combattere in modo naturale l’infezione.
In linea di principio, è consigliabile pertanto attendere che la febbre faccia il suo decorso, consultandosi eventualmente con il pediatra soltanto se perdura oltre i 3-4 giorni ovvero se sussiste uno stato forte di malessere.