YourMag » Famiglia » La depressione post partum colpisce anche i neo papà
La depressione post partum colpisce anche i neo papà

La depressione post partum colpisce anche i neo papà

La depressione post partum (DPP), che può colpire le donne dopo la gravidanza, non è più solo una patologia tipica del mondo femminile, ma anche gli uomini ne soffrono.

A confermarlo sono state alcune ricerche internazionali, secondo cui i sintomi della DPP, quali ansia, senso di inadeguatezza, panico e paura, interessano anche gli uomini che stanno per diventare o sono diventati padri.

Tra gli studi che hanno analizzato questo fenomeno ancora poco conosciuto in Italia, come spiega il sociologo Roberto Fumagalli, c’è anche quello dell’Università di Auckland, in Nuova Zelanda. I ricercatori hanno intervistato più di 3000 uomini, tutti di circa 33 anni, ed hanno appurato che alcuni manifestavano sintomi depressivi durante la gravidanza della loro compagna (2,3 %) e altri dopo la nascita del bambino (4,3 %).

La depressione post partum non è più solo una questione femminile

Ne nostro Paese non ci sono ancora ricerche a livello nazionale sulla depressione post partum maschile e gli uomini che ne soffrono provano disagio a parlarne, perché c’è ancora poca informazione su questa patologia, che è sempre stata considerata una “questione femminile”. A gettare un po’ di luce sulle depressione post partum maschile è stato il libro “Diventare padri nel terzo millennio” (FrancoAngeli) di Fumagalli. Ma quali sono le cause e come si deve affrontare?

Dipende da fattori culturali

Se nelle donne queste patologia dipende da fattori ormonali, dovuti alla gravidanza ed al parto, negli uomini a causarla sono fattori culturali. Un “padre del terzo millennio”, come lo definisce il sociologo, deve adattare il suo ruolo alla società che cambia. Non ci sono più i modelli a cui i neo papà erano abituati e, quindi, se ne devono inventare uno nuovo, devono tracciare una nuova strada. Questo naturalmente può provocare un forte stress e, come afferma il sociologo, “può generare spaesamento, sensazione di solitudine e il non sentirsi compresi”.

Chi sono i neo papà più colpiti 

I padri che più rischiano di essere attanagliati dai sintomi depressivi di questa patologia, sono professionisti sui 35 – 37 anni e che hanno avuto il loro primo figlio. In genere la loro compagna, la mamma del loro bambino, ha la stessa età ed anche lei lavora. Questo vuol dire che entrambi si trovano ad affrontare la transizione da non genitore a genitore ma, mentre prima il ruolo di padre era solo quello di mantenere i figli, oggi è anche quello di accudirlo e di fare da “mammo”. Così è necessario trovare dei compromessi affinché nessuno dei due rinunci alla sua dimensione lavorativa. Spesso, però, si fa fatica ad accettare questo cambiamento del ruolo stereotipato di padre ma, come spiega Roberto Fumagalli, si tratta di “un processo in divenire, che va metabolizzato e di cui molti non sono neanche consapevoli, visto che davanti ai disagi che crea la DPP si vergognano e non ammettono di avere un problema”.

Come affrontare il problema

Affrontare la depressione post partum per un uomo non è facile perché, a differenza delle donna, lui non accetta di soffrirne, poiché non la riconosce come malattia. Si sente a disagio a parlarne e la vive come una debolezza che mina la sua mascolinità. Un aiuto molto utile, oltre a quello psicologico, arriva certamente dalla partner, che deve sostenere il suo compagno e comprendere che anche lui vive un momento destabilizzante di cambiamento. Niente critiche, dunque, ma solo comprensione ed attenzione.