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Italia e risorse idriche: lo spreco è altissimo

Italia e risorse idriche: lo spreco è altissimo

Negli ultimi anni sta crescendo a dismisura l’attenzione verso le condizioni del nostro Pianeta e verso le risorse che, quotidianamente, sfruttiamo. Ma non si può dire di avere a cuore l’ambiente se non si cerca di gestire al meglio lo spreco dell’acqua.

La Fondazione BCFN (Barilla Center for Food and Nutrition), in occasione del forum “Regole dell’acqua, regole per la vita”, tenutosi a Milano, ha calcolato il consumo d’acqua che si nasconde dietro ogni tipo di pasto, passando da uno tradizionale ad uno vegetariano e finendo ad uno vegano. Si è parlato di impronta idrica: quel valore, cioè, che non indica semplicemente quanto beve a tavola o quanta acqua consuma un italiano nel suo quotidiano, ma quale quantità di risorsa idrica è necessaria per produrre gli alimenti di cui si ciba. I risultati hanno confermato quello che da tempo in molti già sanno: un’alimentazione priva di carni è sicuramente più sostenibile, in quanto a spreco d’acqua l’allevamento di bestiame è sicuramente più oneroso. Sebbene l’agricoltura contribuisca all’89% all’impronta idrica totale nostrana, secondo i dati elaborati dal Food Sustainability Index.

Obiettivo: informazione

Marta Antonelli, research programme manager BCFN, ha riportato: “Ogni giorno, nel mondo, 30.000 persone muoiono per mancanza di acqua così come 1000 bambini muoiono per malattie legate alla mancanza di acqua pulita. Se a questo aggiungiamo che nei prossimi decenni la combinazione tra la crescita della popolazione, il riscaldamento globale e la modifica delle preferenze alimentari eserciteranno una crescente pressione sulle fonti idriche per l’agricoltura, diventa allora fondamentale sensibilizzare l’opinione pubblica, ma anche media e altri stakeholder, sull’importanza delle nostre scelte individuali perché queste possono fare la differenza per il benessere del Pianeta. Adottare la Dieta Mediterranea, privilegiare prodotti di stagione e seguire una dieta variegata e bilanciata, è il primo passo che ognuno di noi può compiere nella vita quotidiana per un più sostenibile consumo di risorse idriche. Non solo in Italia ma nel mondo, perché ogni volta che il cibo viene importato, si importa anche l’acqua contenuta in esso“.

Una lunga anticipazione, insomma, di quello che verrà affrontato anche nel corso dell’ottavo Forum su Alimentazione e Nutrizione, organizzato proprio dalla Fondazione Barilla, che si terrà questo dicembre.

Il tutto è nato dalla constatazione del fatto che l’Italia è sesta al mondo per “disponibilità di acqua”, eppure ne consuma ancora troppa: l’impronta idrica globale ammonta a 7.452 miliardi di metri cubi di acqua dolce l’anno, cioè 1.243 metri cubi per ogni singolo cittadino italiano, una quantità equivalente a più del doppio della portata annuale del Mississippi. Un vero “fiume di sprechi”, insomma, che potrebbe essere gestito con più successo partendo proprio dalle abitudini e dall’impegno del singolo, nell’ottica di una maggiore sostenibilità generale risultante.

Preoccupazione per il futuro

Salvaguardare il pianeta e le sue risorse significa prendersi cura anche della nostra stessa salute.

Basti pensare che, nel mondo, ci sono 1,4 miliardi di km cubi di acqua, ma solo lo 0,001% è disponibile per l’utilizzo umano, senza contare che è stato stimato che, con questo trend, tra non molto (nel 2050) avremo bisogno del 60% di cibo in più e, quindi, di più acqua per produrlo. Un circolo vizioso che rischia di diventare seriamente pericoloso.