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Intimità e sessualità: le coppie italiane reggono su molti "sì" detti controvoglia

Intimità e sessualità: le coppie italiane reggono su molti “sì” detti controvoglia

Chi ha detto che assecondare le richieste del partner inneschi un logorio che può portare anche alla fine della relazione, in un lungo tasso di tempo, si sbagliava. Almeno così sembrerebbe da alcuni dati emersi da un sondaggio recentissimo.

Secondo l’indagine “Intimità e sessualità”, condotta dalla Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica (Fiss), in occasione della quarta edizione della Settimana del benessere sessuale, avvenuta a fine settembre, il segreto della longevità della coppia risiederebbe… nel dire qualche “sì” controvoglia.

Le percentuali

Stando ai dati emersi dalle interviste, quando si parla di accontentare controvoglia i partner tra le lenzuola (sia da parte degli uomini che delle donne), solo il 18,5% assicura di non farlo mai. La maggioranza (50,7%) attesta di farlo “qualche volta”, il 22% “spesso” e il 9,5% “sempre”.

Ma, guardando i dati più profondamente, ci si rende conto che il “sempre” è pronunciato da molti più uomini rispetto alle donne; una sfumatura che dovrebbe far riflettere da diversi punti di vista.

Tuttavia, la presidentessa della Fiss, Roberta Rossi, ha chiarito che gran parte di questo “venirsi incontro” è relativa a coppie giovani, d’età comprese tra i 20 e i 35 anni. Si parla di relazioni più spensierate, non di unioni coniugali che prevedono la condivisione dello stesso tetto e dello stesso letto quotidianamente, per cui, sebbene l’incontrarsi a metà strada potrebbe rappresentare la soluzione per tutte le coppie (a patto che non diventi frustrante, scontato ed abituale da parte di uno solo dei due partner), in realtà si conosce ben poco, poi, delle evoluzioni di queste unioni.

Tant’è che un altro tipo di condivisione analizzata, che qualcuno definirebbe altrettanto intima, fa pensare proprio al mondo dei più giovani: si tratta, infatti, dello smartphone.

Detective armati di smartphone

Nessuna coppia può essere immune alla tentazione da spionaggio di smartphone: forse perché, citando una frase del bellissimo film di Paolo Genovese, “Perfetti Sconosciuti”, questo dispositivo è diventato “la scatola nera della nostra vita”.

Messaggi, email, lista della spesa, foto, video, appunti mentali, numeri di telefono, agenda degli impegni, tutto è convogliato in un unico, piccolo strumento dell’elettronica moderna, ed è quindi facile entrare a contatto con molti segreti attraverso di esso.

Quasi il 60% degli intervistati ha riferito di non nascondere nulla e, quindi, di non sentirsi infastidito da una sbirciatina fugace; per il resto, il 13% si sente infastidito ma tace, mentre il 28% dissente apertamente.

C’è stata anche una parte dell’intervista dedicata ai social e la maggioranza ha detto di non perdersi in occhiate segrete mentre, il resto, si è diviso tra chi non lo fa ma vorrebbe e chi lo fa per acquistare sicurezza o in periodi di forti dubbio sulla fedeltà dell’altro/a.

Ed è qui che si è pronunciata la presidentessa Rossi, sottolineando come situazioni del genere, in cui si vive continuamente sotto lo spauracchio della mancanza di fiducia o di rancori non espressi, si può sfociare anche in problemi più seri, per la coppia, più in là nel tempo.

A questo proposito, gli studiosi si sono chiesti anche: ma come si litiga, quando succede?

Modus Operandi dei litigi

Nonostante il 61% degli intervistati assicuri di non perdere la calma durante i litigi,  il 37,5% denuncia aggressività verbale da parte del partner, con piccolissime percentuali di chi riporta, purtroppo, anche spintoni (7%), schiaffi (3%), minacce (4%) e oggetti “volanti” (3,5%). Altro dato curioso: sono gli uomini a riportare, in maggioranza, comportamenti aggressivi verbalmente da parte delle donne.