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ragazza in montagna, giornata mondiale

International Mountain Day: anche le montagne vanno difese

L’11 Dicembre cade la Giornata Internazionale della Montagna: una celebrazione che ha i connotati di un evento informativo, volto a preservare e tutelare gli ambienti di montagna del nostro Paese e del mondo.

L’IMD (International Mountain Day) è stato istituito nel 1992, in occasione della Conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente e lo sviluppo. Il tutto è stato messo nelle mani della FAO (Food and Agriculture Organization), in modo che l’evento venisse coordinato da un ente che avesse tutte le conoscenze e le qualità per farlo, puntando ad uno sviluppo green e innovativo degli ambienti di montagna.

D’altro canto, come ha riferito Eduardo Rojas-Briales, Vice Direttore Generale del Dipartimento Forestale della FAO: “Le montagne, che coprono un quarto della superficie terrestre e ospitano il 12% della popolazione mondiale, sono tra gli habitat più minacciati: deforestazione, sfruttamento indiscriminato del territorio, alti tassi di emigrazione, attività minerarie e turismo spesso mal gestiti e dannosi per l’ecosistema. Nonostante le comunità montane siano quelle che a livello globale meno contribuiscono alle emissioni di gas serra, sono paradossalmente tra quelle che più risentono degli effetti negativi del cambiamento climatico con lo scioglimento dei ghiacciai e l’arretramento del permafrost, mentre inondazioni, frane e valanghe diventano sempre più frequenti. Le montagne sono i più grandi serbatoi idrici e riforniscono d’acqua l’intero pianeta. Oltre il 50% della popolazione mondiale dipende dall’acqua fornita dal territorio montano per bere, per cucinare, per irrigare, per la produzione di energia elettrica, per l’industria. Ma appare ormai evidente che questa situazione non durerà all’infinito. Le montagne si spopolano e molti sono costretti a migrare verso le città perché le opportunità diventano sempre più scarse. L’aver trascurato questi habitat non ha soltanto avuto ripercussioni sulle comunità che vi abitano, ma sta avendo ricadute negative su ogni abitante del pianeta”.

Un problema di considerazione

In effetti, se ci si pensa, le campagne ecologiste ed ambientaliste vertono, per la stragrande maggioranza dei casi, sulla salute dell’aria, dell’acqua, del cibo… ma chi pensa alla montagna, che è proprio il territorio dove molte coltivazioni e quasi tutti gli allevamenti hanno luogo?

L’idea è quella di riuscire ad ottenere investitori pronti a rilanciare il settore e a cambiare il destino che sembrerebbe, oramai, scontato a fronte del progressivo spopolamento verso le metropoli più grandi. I giovani, spesso, non si sentono a proprio agio con la vita tra i campi e seguono altre strade meno faticose (perlomeno fisicamente) e che non intacchino, secondo la loro concezione, l’opinione che gli altri hanno di loro.

Quello che è importante tramandare in occasioni come queste è proprio un concetto base: è dalle montagne che proviene gran parte del cibo che conserviamo in casa ed è solo qui che possiamo dare agli uccelli la possibilità di nidificare ancora grazie alla presenza degli alberi e del tessuto forestale.

Questo non va mai dimenticato.