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Incendi in Val Susa: un incubo durato otto giorni

Incendi in Val Susa: un incubo durato otto giorni

Sono stati finalmente domati gli incendi in Val Susa, in Piemonte, ma quelli trascorsi sono stati otto lunghi giorni da incubo che hanno lasciato, dietro di loro, una quantità infinita di danni e macerie.

Secondo Giorgio Pieri, comandante pilota operativo dell’elicottero del comando regionale dei Vigili del Fuoco, negli ultimi 25 anni, in Piemonte, non è mai accaduto un evento simile: una serie di incendi a catena che ha generato un’unica maxi-emergenza che ha visto necessario l’impegno di tantissimi pompieri (circa 200) per cercare di risolvere il problema, anche se la quantità di danni risultante, ad oggi, lascia del tutto senza parole. Addirittura altri comandi, come Venezia e Malpensa, hanno dovuto dare il loro supporto, e durante l’operazione sono stati utilizzati Canadair croati ed elicotteri svizzeri. D’altro canto, le fiamme si sono espanse a macchia d’olio e ci sono stati punti in cui hanno raggiunto i 20 metri.

Foto e video recuperati da droni sorvolanti le zone maggiormente colpite restituiscono immagini terribili di devastazioni, con almeno 2000 ettari di montagna completamente rovinati e, oltretutto, 600 sfollati.

I motivi

Di solito, siamo portati a pensare che le condizioni più favorevoli ad un incendio si verifichino in estate, ma per zone come la Val Susa, non è esattamente così.

Secondo Giorgio Vacchiano, ricercatore in ecologia e modellistica forestale presso il Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea, infatti, sulle Alpi le fiamme sarebbero più frequenti proprio in autunno, data la grande quantità di foglie secche che si accumula sui rami degli alberi e sui terreni nelle zone boschive. Un’evidenza che, come abbiamo visto, può rivelarsi catastrofica se combinata alla presenza di vento e ad una siccità importante, come quella che ci sta interessando in questo periodo, fino a diventare potenzialmente esplosiva a causa di una mancata cura del bosco che, a monte di questo episodio, è stata prontamente reclamata.

Il futuro

Ci sono baite di montagna, orti, vigneti e intere proprietà devastati, completamente inceneriti dal passaggio delle fiamme. Addirittura, la temperatura raggiunta dal fuoco è riuscita a fondere oggetti in metallo, contenuti tra quelle che, fino a una settimana fa, erano mura di case di campagna. C’è chi ha investito tempo, energie e denaro per costruirsi un paradiso tra le Alpi, per poi vedersi tutto distrutto ed irrecuperabile nel giro di pochi giorni.

Sono eventi, questi, che devono farci pensare e aprire gli occhi non solo sulla potenza della natura, ma anche su quanto sia importante, di conseguenza, armarsi di buona volontà e di prontezza per preservare al meglio, in ogni periodo dell’anno e non solo in quelli a rischio, le nostre riserve naturali, i nostri “polmoni verdi”, i nostri angoli di paradiso, che rischiano, altrimenti, di trasformarsi in pericolose porte per l’inferno, proprio com’è successo in Val Susa, e non solo, quest’anno.