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In Francia arrivano le prime multe a donne col burkini in spiaggia

Dopo il tanto discusso divieto imposto da alcuni comuni Francesi, che vieta di indossare il burkini in spiaggia, arrivano le prime multe.

In base a quanto riferito da alcuni quotidiani locali, tre donne sono state multate e dovranno pagare 38€ ciascuna , mentre altre sei donne, che facevano il bagno interamente coperte da abiti, hanno lasciato la spiaggia dopo essere state richiamate dalla polizia municipale, senza però essere state multate.

Il premier francese Manuel Valls si è schierato con i sindaci ed in un intervista al quotidiano La Provence, ha detto che:
“Le spiagge, come tutti gli spazi pubblici, devono essere difese dalle rivendicazioni religiose. Il burkini non è un nuovo tipo di costume da bagno o una moda, ma bensì la traduzione di un progetto politico, fondato notoriamente sulla sottomissione della donna”. Il premier ha aggiunto che il burkini “non è compatibile con i valori della Francia e della Repubblica”.

Il divieto di indossare il burkini è la prosecuzione logica del divieto di indossare il burqa integrale. La Francia ha votato questa legge e vuole essere coerente con i suoi principi. Il corpo della donna resta uno dei punti focale del discorso dei fondamentalisti. Un corpo che non deve essere visto. Un corpo che bisogna velare, nascondere, negare, dove il burkini non è altro che una semplicemente versione soft del burqa.

Il burkini avrebbe potuto non suscitare tutte queste reazioni di ostilità, ma dal 7 gennaio 2015, il giorno del massacro della redazione di Charlie Hebdo, la Francia è traumatizzata ed ogni manifestazione che può ricordare certe regole religiose viene respinta, specialmente adesso che sono sempre più numerosi gli intellettuali musulmani che prendono la penna per denunciare il fondamentalismo islamico, sia esso un segno di appartenenza o di possibili azioni.

burkini spiaggia

Anche in Italia si è accesa la polemica, con il centrodestra sul piede di guerra dopo le parole pronunciate dal Ministro Angelino Alfano al Corriere:
“Basta con le moschee fai da te che spuntano nei garage”, ma sul velo ‘burkini’ “le nostre risposte, seppur dure, non devono mai diventare una provocazione potenzialmente capace di attirare attentati”.