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Imparare a dire no con l'assertività

Imparare a dire no con l’assertività

Può sembrare strano, eppure sono tantissime le persone che hanno problemi a dichiarare un “no” secco e deciso, in determinate situazioni. Anche quando un “sì” sembrerebbe l’ultima cosa che vorrebbero pronunciare.

La vita è un intreccio continuo di trame, situazioni e relazioni interpersonali e, esattamente come non tutti quelli che incontriamo ci sono simpatici, esistono situazioni in cui l’unico desiderio che si sente è quello di tirarsi fuori, dichiarando apertamente un bel “no” secco, che non lasci spazio a fraintendimenti.

Eppure, nonostante questo, a causa di “doveri sociali” più o meno sentiti e, a volte, di una buona dose di insicurezza, l’unica cosa che si riesce a pronunciare è un “sì”, anche se completamente controvoglia. Le conseguenze di questa ambiguità, però, si ripercuotono poi sulla psiche e sull’autostima, a volte generando veri e propri disastri.

I “sì” che vorrebbero essere dei “no”

Sicuramente ci sono situazioni in cui darsi un “pizzico sulla pancia” può essere utile, come quando ci si sente minacciati da un pericolo, si è in presenza di persone particolarmente aggressive oppure in delicate situazioni di lavoro, con i docenti dei propri figli etc.

Ma, in tutto il resto dei casi, essere eccessivamente accondiscendenti, a discapito dei propri interessi e della propria soddisfazione personale, è da evitare. Ed è immediato da capire.

A volte si pensa di ferire o deludere qualcuno rispondendo di no a qualche interazione, ma se lo si impara a fare nel modo giusto non possono nascerne incomprensioni e, anzi, i rapporti possono diventare molto più veri e profondi.

D’altro canto quale sarebbe il rovescio della medaglia? Partecipare ad attività a cui non si ha voglia di farsi coinvolgere, risultando magari anche spenti, noiosi, abbattuti dal disagio o dalla mancanza di una reale e sentita presenza?

In fin dei conti, così, si crea comunque un danno, soltanto in un modo diverso da quello che si temeva, rischiando con il tempo di dimenticare la propria identità.

Come imparare a dire di no

Farsi rispettare ma anche ascoltare i propri reali desideri non è sintomo di egoismo, almeno non nell’accezione che si teme.

Entrare in reale contatto con gli altri significa anche capire quali sono le sfumature comuni e quali quelle divergenti, senza assolutamente intaccare la natura dei rapporti ma, anzi, rinforzandoli, se lo si riesce a fare nella maniera giusta.

Ma come fare, quindi?

L’importante è imparare ad essere assertivi, facendosi valere con persuasione, spiegando tutte le motivazioni per le quali la risposta che si sente di dare è un “no” invece di un “sì”.

In questo modo chi interagirà con noi imparerà a conoscerci meglio, a scoprire i nostri gusti, la nostra indole e la nostra reale personalità, senza maschere di sorta che, alla lunga, finiscono solo per inquinare la nostra autostima e anche i tanto desiderati rapporti idilliaci (falsati) con gli altri.

È importantissimo tenere presente che non si può e non si deve andare per forza d’accordo con tutti: la natura profonda e costruttiva di rapporti di lavoro, d’amicizia o sentimentali poggiano sulle solide basi della sincerità, innanzitutto con se stessi!