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Il viagra femminile? Un flop

Il viagra femminile? Un flop

Se la pillolina blu con gli uomini ha riscosso anche troppo successo, facendo andare in secondo piano l’enorme quantità di effetti collaterali, per le donne le cose hanno funzionato al contrario.

Dopo due anni dalla sua immissione in commercio (e dopo due bocciature, prima di ottenere il via libera da parte della Federal Drug Administration), il viagra femminile può dire di aver fatto un effettivo flop.

Complici una serie di fattori che non hanno certamente aiutato le donne a sentirsi non solo più soddisfatte sotto le lenzuola, ma anche in forma smagliante durante il quotidiano.

Pillola rosa e pillola blu a confronto

Partiamo dal colore. Il viagra maschile è, come tutti sappiamo, blu, mentre quello femminile rosa. Inoltre, quest’ultimo è a base di flibanserina, una molecola sintetizzata nei laboratori italiani, alla fine degli anni Novanta, utilizzata anche nella produzione di farmaci antidepressivi. Il principio attivo, infatti, agisce sui recettori della serotonina, l’ormai celebre neurotrasmettitore della felicità. Tutto questo, quindi, rende la molecola interessante anche in ambito sessuale.

Il problema fondamentale, però, risiede nel fatto che mentre il viagra blu si prende all’occorrenza e stimola l’erezione, quello rosa va assunto in cicli da un mese e mezzo, dovendo garantire una riduzione del calo del desiderio. Un effetto che, invece, per la maggioranza delle donne, è risultato molto irregolare ed “annacquato”, tant’è che la finzione dell’orgasmo, che interessa un’enorme percentuale delle appartenenti al sesso femminile, ha continuato a perpetrare durante i rapporti con i partner.  Statisticamente si parla di “mezza volta al mese di soddisfazione“. Un po’ poco considerati gli effetti collaterali a cui si va incontro.

Gli effetti collaterali della pillola rosa

Psicologi e sessuologi sono allineati sulla tesi che l’orgasmo femminile possa essere letteralmente “bloccato” da una mente poco collaborativa. Se non si indaga, quindi, nel profondo, attraverso un’introspezione senza pregiudizi o l’aiuto di uno psicoterapeuta formato allo scopo, è molto difficile che i problemi che si riscontrano sotto le lenzuola possano ridursi, come con un tasto on e off, semplicemente prendendo una pillolina.

D’altro canto, si tratta di una scelta da fare assolutamente con cautela, visto che gli effetti collaterali ci sono e non sono pochi: stanchezza, cali di pressione, nausee e mancamenti, tra l’altro amplificati dall’eventuale consumo di alcolici, sono solo alcuni dei cattivi “compagni di gioco” in cui si può incorrere. Decisamente troppo per un farmaco che agisce anche in maniera molto blanda e che assicura più controindicazioni che benefici, statisticamente parlando.

Ecco, quindi, da dove si è originato il flop. Le donne non sono disposte a barattare la propria salute in cambio di una “mezza soddisfazione” al mese. Questo, però, può avere in fondo anche i suoi lati positivi: almeno ci saranno più persone coscienti di dover esplorare la propria sessualità partendo dalla mente e non dal corpo!