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Il sesso è importante anche dopo i 50: lo stabilisce la Corte di Strasburgo

Il sesso è importante anche dopo i 50: lo stabilisce la Corte di Strasburgo

Viviamo in una società che definiamo moderna, ma che è evidentemente ancora troppo legata a retaggi del passato, che probabilmente non hanno mai raccontato la verità.

A volte è necessario che qualcuno faccia il primo passo, che si esponga in prima persona a fare qualcosa che nessuno ha mai tentato prima, per aprire il passaggio verso un cambiamento radicale.

È stato così per il primo uomo sulla Luna o per la prima donna ingegnere ed è ancora così, oggi, per alcuni passi morali che diamo per scontato che siano stati “vinti” dal progresso della società ma che, invece, annidano ancora i loro retaggi antiquati e obsoleti nelle menti di moltissimi.

Il caso di Maria Morais

C’è voluto un procedimento lungo vent’anni per ottenere un risultato, per Maria Morais e, grazie a lei, per tutte le donne di mezza età (o più anziane) che vengono automaticamente tacciate di essere non più, in qualche maniera, “idonee” a vivere una sessualità piena.

Il caso della donna portoghese è cominciato nel 1995 quando, a causa di un intervento chirurgico, ha cominciato a soffrire di tremendi effetti collaterali: forti dolori, incontinenza, perdita di sensibilità nella vagina, difficoltà a camminare e sedersi ed anche ad avere rapporti sessuali.

All’epoca Maria aveva ancora 50 anni e aveva avuto due figli.

Una volta fatta denuncia e richiesto un rimborso, i giudici della Corte suprema avevano abbassato di un terzo il risarcimento previsto (80mila Euro, come da accordi), poiché, testualmente,  “l’intervento è avvenuto ad una età in cui il sesso non è così importante come negli anni precedenti“.

Fortunatamente l’esito della causa si è ribaltato, grazie alla Corte di Strasburgo (Corte Europea dei Diritti dell’uomo), ma ci sono voluti 20 lunghi anni, per Maria, per ottenere il risarcimento meritato, potendolo ricevere tra le mani soltanto oggi, all’età di 72 anni.

Secondo Strasburgo: “Nella visione della Corte le considerazioni mostrano i pregiudizi prevalenti nel sistema giudiziario in Portogallo“.

Si è quindi creato un precedente importante per tutte le cause a venire di future donne colpite da imprevisti del genere, per le quali sarà più facile essere giudicate senza pregiudizi e nella piena consapevolezza dei propri diritti.

Il commento della scrittrice Lidia Ravera

Su questo proposito si è espressa anche la scrittrice Lidia Ravera, autrice del romanzo “Porci con le ali“, a difesa di una sessualità libera e senza età.

Sulla sentenza della Corte di Strasburgo ha asserito: “È una sentenza prima di tutto ovvia. La vecchiaia non è un pozzo nero che riduce la persona a un ammasso di carne senza desiderio. L’invecchiare è un atto eminentemente individuale. C’è chi a 50 anni può aver perso il desiderio sessuale e chi invece lo prova fino agli 80. È atroce il sottotesto della precedente sentenza dei giudici portoghesi, perché mina il diritto alla sessualità. Un diritto per cui la mia generazione ha “lottato”, volendo sdoganare l’idea del sesso come mero atto procreativo (…) Il nuovo tabù di oggi è la vecchiaia, la malattia, la morte (…) Giovani lo si è più o meno tutti nello stesso modo. Vecchi, se si rimane in vita abbastanza, lo si diventa ciascuno a modo suo. La vecchiaia, se raccontata senza stereotipi, senza disprezzo prima di tutto nei confronti delle donne, è bellissima“.