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dipendenza sessuale online

Il nostro è il secolo della cybersexual addiction

L’avvento del web ha sicuramente cambiato le nostre vite, in positivo e in negativo,offrendoci tantissime possibilità a livello lavorativo, sociale, sanitario ma, contemporaneamente, creando nuove frontiere di disagi.

Il semplice fatto di potersi nascondere attraverso un monitor ed una tastiera ha creato quel famoso fenomeno dei “leoni da tastiera“, ma non solo: ha fatto sì che le persone si sentissero più libere di esporsi, senza paura di essere riconosciute o giudicate, in totale libertà.

Come tutte le cose, però, questo ha rappresentato un bene e un male; un bene perchè è stato possibile creare, ad esempio, gruppi di sostegno e forum dove potersi confrontare liberamente, dimenticando anche la vergogna che, magari, poteva nascere nel face-to-face; un male perchè ogni fantasia, anche malata o ossessiva, ha avuto modo di emergere. Tra queste, di certo, anche quelle sessuali, trasformatesi, in alcuni casi, in cybersexual addiction.

Dipendenza dal cybersex

Finchè c’è consensualità non c’è patologia, su questo sono tutti d’accordo, anche quando si tratta di desideri ed esplicitazioni di un sesso diverso, più spinto, anche più aggressivo.

La dipendenza e l’ossessione, in realtà, riguardano soltanto quei casi in cui questo tipo di comportamento si ritorce contro la persona stessa, distruggendo i suoi rapporti nella vita reale, manipolando il tempo o le attenzioni da dedicare al lavoro, andando ad intaccare, insomma, l’equilibrio legato alla vita fuori dal web, di cui viene sminuita l’importanza, eclissato il desiderio di conservazione e di cura, impoverito sempre più il ruolo.

Ma chi è più facilmente debole a questo richiamo?

Si tratta, essenzialmente, di persone che hanno bisogno dell’auto-rassicurazione che soltanto dall’esterno può arrivare, magari, appunto, proprio grazie ad incontri più o meno ravvicinati, a sfondo sessuale, via web. Individui che, a causa di dinamiche familiari errate o traumatiche, hanno sviluppato un tipo di attaccamento insicuro nelle relazioni, spesso diventando asociali, iper critici verso se stessi, facili alla vergogna e all’isolamento… motivo per il quale scelgono soddisfazioni e consolazioni attraverso mezzi meno “identificanti”, meno reali e poco personali.

C’è anche il caso, però, di chi è fragile alle dipendenze: non è infrequente che chi è già sottomesso a droga, alcol o gioco d’azzardo possa ritrovarsi a dipendere anche dal cybersex. Anche chi ha subito abusi sarà facilmente portato a condividere con il sesso un rapporto falsato, come pure gli affetti da deficit dell’attenzione e disturbo dell’iperattività, facili alla noia e alla ricerca di continui nuovi e forti stimoli. Accessibilità, convenienza e anonimato sono, sicuramente, gli elementi che favoriscono questo tipo d’attività, anche tenendo presente che, ormai, attraverso gli smartphone, tutti sono ipoteticamente facilmente connettibili al World Wide Web, h24 e 7 giorni su 7.

Le soluzioni

Come ogni dipendenza, è difficile pensare che tutto (abitudini, desideri, reazioni) possa essere cancellato in un secondo, privando la persona interessata, improvvisamente, della possibilità di connettersi ad internet. Più giusto è cercare vie alternative morbide ed intelligenti, che siano in grado di mostrare le tantissime altre facce del web e tutti i modi in cui può essere utilizzato in maniera interessante ed utile, prescindendo da quell’unico, ossessivo scopo. In più, proprio grazie all’anonimato del web, si può sfruttare l’occasione di confronti online tra sconosciuti che condividono lo stesso problema, aiutandosi a vicenda. Insomma, la soluzione si ritrova proprio nello stesso posto in cui risiede il problema: basta offrire solo nuovi occhi attraverso cui guardarlo.