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Il modello scolastico finlandese

Da più parti molti acclamano il modello della scuola finlandese definito il migliore del mondo dai illustri pedagoghi del nostro tempo.  Non si comprende bene perché le scuole europee e quelle italiane non imitino questo modello virtuoso.

La scuola finlandese
La scuola finlandese è molto particolare e rispetto a quella italiana è assai diversa sia nell’impostazione dello studio che nella formazione del corpo docente.
I bambini iniziano il loro percorso scolastico fin dall’asilo e la scuola a 7 anni, quindi non troppo presto.
La regola è quella che continuino a frequentare le scuole sempre nella stessa zona e l’obiettivo è quello di dare continuità e senso di appartenenza, senza creare disorientamento e una capacità di adattamento che si ripeterebbe negli anni.
L’intero percorso scolastico obbligatorio dura fino a 16 anni, al termine dei quali ognuno potrà scegliere se continuare gli studi in campo umanistico o tecnico.
L’aspetto forse più innovativo e apprezzabile rispetto al modello di scuola italiano è che, fino all’età di 13 anni, gli alunni finlandesi non ricevono alcun voto e nessun giudizio scritto o verbale.
La scuola finlandese punta a insegnare mentre si studia, quindi con la pratica e sperimentando tutto sul momento, senza rischiare che delle lezioni rimangano solo nozioni.

Non si danno voti
La mancanza di voti non provoca stress o ansia nei ragazzi e questi studiano più volentieri. La stessa regola vale anche per gli studenti stranieri, che sono coinvolti in un processo di inclusione graduale. Per tutti è sempre presente uno psicologo e fin da piccoli imparano 3 lingue.
La riprova di quanto sia efficiente il modello di scuola finlandese è stato il Programme for international study assessment (Pisa), che ha riguardato 400 mila studenti di 15 anni di 57 nazioni. Gli studenti finlandesi si sono distinti per essere i migliori in matematica, lingue straniere e scienze.

Quelli italiani hanno invece dimostrato di avere grandi difficoltà in matematica nella metà dei casi, mentre 1 su 4 non ha compreso ciò che leggeva.
Diversamente da quanto succede in Italia, gli insegnanti finlandesi devono seguire un complicato percorso di formazione per diventare tali.
Ha una durata di 5 anni e richiede 120 ore di pratica, più un semestre affiancati da un tutor per i primi 3 anni d’insegnamento.
Gli insegnanti devono dimostrare di essere tagliati per questo lavoro, avere doti di empatia, di pazienza, di comunicatività e di controllo.
Ogni anno gli insegnanti che si candidano alle selezioni sono migliaia e arrivano a diventarlo solo poche centinaia.
In Italia un modello del genere sarebbe sconvolgente, a cominciare dal corpo docente fino ad arrivare alla riduzione temporale dei cicli scolastici, ma sarebbe di certo esaltante e innovativo.