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I cani riescono a diagnosticare il tumore alla prostata nel 98% dei casi

La diagnosi del tumore alla prostata potrebbe diventare più semplice, veloce e precisa di un esame del sangue, grazie al super olfatto dei cani che individuano questo insidioso carcinoma semplicemente annusando l’urina del paziente.

Cos’è il tumore alla prostata
Si tratta di una patologia che colpisce le cellule epiteliali della prostata, la ghiandola presente nell’apparato genitale maschile. Il più delle volte questo tipo di alterazione della moltiplicazione cellulare può dare origine a metastasi che vanno a interessare altri organi quali, preferibilmente, le ossa e i linfonodi. Il tumore alla prostata è più frequente nei soggetti ultracinquantenni e rappresenta la seconda causa di morte per carcinoma negli Stati Uniti.

L’importanza della diagnosi precoce
In considerazione della elevata mortalità attribuita al tumore alla prostata, la diagnosi precoce di questa patologia assume un ruolo fondamentale per migliorare la prognosi dei soggetti ammalati. L’accertamento tempestivo della patologia consente infatti di circoscrivere più facilmente la regione da sottoporre a terapia e di limitare i danni alle altre strutture organiche.

Metodologie tradizionali per la diagnosi
Tradizionalmente i tumori alla prostata sono diagnosticati mediante esame diretto ovvero per mezzo di saggi ematici per la misurazione dell’antigene prostatico specifico (PSA). A seguito di riscontro di valori che si discostano da quelli medi considerati normali, è in genere necessario procedere con l’esame istologico (biopsia) per confermare la patologia.

Nuove tecniche diagnostiche
Poiché le metodologie diagnostiche tradizionali presentano un certo grado di invasività e un margine di imprecisione non trascurabile (affidabilità non superiore al 35%), diversi studi sono in corso per individuare nuove tecniche più semplici ed applicabili ad un maggior numero di persone, al fine anche di attuare campagne di prevenzione più efficaci del carcinoma alla prostata. Nel 2012 uno studio italiano condotto inizialmente dal dottor Gianluigi Taverna e poi dal Centro Militare Veterinario di Grosseto, dove è ancora in corso, è riuscito a definire un protocollo diagnostico non invasivo che sfrutta l’elevata sensibilità olfattiva dei cani.

L’affidabilità della diagnosi mediante l’impiego dei cani
Sulla base della ricerca sopra citata, si è potuto dimostrare che i cani addestrati sono in grado di rilevare la presenza dei tumori alla prostata semplicemente annusando l’urina dei pazienti. Questo è possibile in quanto si è scoperto che i tumori alla prostata producono specifiche sostanze che si possono avvertire dal punto di vista olfattivo. I risultati ottenuti nei vari test sperimentali sono stati sorprendenti: oggi si ritiene che i cani ben preparati siano in grado di diagnosticare i tumori alla prostata con una affidabilità del 98%.