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H&M: “Bring it on” e il Fast Fashion per il riciclo anti-spreco

Dopo l’imperativo dell’usa-e-getta che ha dominato la scena mondiale per moltissimo, troppo tempo, dando vita all’ondata di consumismo che ancora oggi risulta difficile da estirpare, le cose stanno, fortunatamente, cambiando.

La salvaguardia del pianeta è diventata un must per moltissime persone, associazioni e, finalmente, anche aziende, dando luogo ad un altro tipo di scenario, fatto di condivisione e riciclo: tutto purchè non si sprechi, insomma!

A questo richiamo non è rimasta impassibile H&M che ha deciso di lanciare una campagna, intitolata “Bring it on“, interamente dedicata all’anti-spreco.

“Bring it on – Portali da noi”

Su tutti i canali media e social è comparso il video a cura di H&M che spiega, in maniera autentica, originale ma precisa, cosa si nasconde dietro la campagna di riciclo “Bring it on”, che in Italia ha preso il nome di “Portali da noi“.

Quello che molti non sanno, però, è che l’iniziativa è comparsa la prima volta nel 2013 e che, da allora, l’azienda ha già raccolto oltre 40mila tonnellate di abiti!

Ma come funziona?

Tutti, indistintamente, possono portare, in qualunque giorno dell’anno, i propri abiti all’H&M: dismessi, vecchi, macchiati, persino intimi o consumati e, naturalmente, di qualunque marca. L’azienda provvederà a raccoglierli per poi impacchettarli, compattarli, sminuzzarli, renderli di nuovo fibre fruibili e trasformarli in altri capi, nuovi di zecca, per delle collezioni low cost. La prima, tutta in denim, è già apparsa online e ha riscosso un grande successo.

L’obiettivo di H&M

Come si suol dire, questo tipo di campagna unisce l’utile al dilettevole, per l’azienda, per i consumatori e per il pianeta: meno rifiuti, meno abiti finiti nelle discariche, prezzi più abbordabili, nessuno spreco (H&M garantisce il riciclo anche dei più piccoli avanzi di tessuto) e più materiale a disposizione per le prossime collezioni! L’intento è raggiungere, entro il 2020, 25mila tonnellate di abiti all’anno… non male se si pensa che sarebbero tutti tessuti scampati ai bidoni e agli inceneritori!

Marketing solidale

Un’iniziativa che fa bene a tutti i livelli, insomma, e che non prevede sforzo alcuno se non quello di imbustare i propri abiti usati e portarli al primo store reperibile. Si spera che H&M riesca ad ispirare, in questo modo, anche altri colossi ed altre aziende operanti nel settore (e non), garantendo così uno smaltimento diverso di quegli abiti e di quei tessuti che, tante volte, non meriterebbero nemmeno di finire tra i rifiuti e varrebbero una seconda possibilità.

Cosa aspettate quindi? Racimolate magliette macchiate, calzini bucati, jeans che non vi stanno più, abitini dei vostri piccoli che sono in crescita, lenzuola sbiadite e portate tutto allo store H&M più vicino! Questa buona azione si tradurrà, magari, tra qualche mese, in un capo a buon prezzo nuovo di zecca da indossare.