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"Heavenly Bodies": la prossima discussa mostra ospitata al Met

“Heavenly Bodies”: la prossima discussa mostra ospitata al Met

Se c’è una certezza a questo mondo è che, ogni qual volta la religione viene utilizzata dai “non addetti ai lavori” per scopi di business, la polemica sia dietro l’angolo. Lo sa bene il Met, che ospiterà, prossimamente, la mostra “Heavenly Bodies: Fashion and the Catholic Imagination”.

Se non tutti ricorderanno il 1989, quando Madonna pubblicò il video della sua bellissima “Like a prayer“, inquietando religiosi e Vaticano, ma ricevendo tantissime belle recensioni dalla critica, di certo sarà più facile far tornare alla mente l’immagine di Beyoncè che si è presentata, in più di una occasione, nei panni di una sorta di “Vergine Maria“, sia da incinta che con i suoi gemelli tra le braccia. Per non parlare del pezzo tanto discusso, dell’altrettanto discussa Sinead O’Connor, “Nothing Compares To You“, che una volta, durante una performance live, fu anche background di un evento singolare: l’artista, infatti, strappò dinanzi alle telecamere una fotografia di Papa Giovanni Paolo II.

Moda: l’influenza della religione

La moda e l’arte sono sempre, innegabilmente, influenzate dalla religione. Si può dire, anzi, che in certi casi l’una non potrebbe nemmeno esistere senza l’altra, visto che un numero enorme di dipinti, iconografie, sculture, chiese, quadri sono stati creati appositamente per questo. Gli artisti delle epoche passate lavoravano per lo più a progetti di matrice religiosa, su commissione proprio del clero: questo ci fa capire il peso che, anche oggi, ha questa sorta di “alleanza silenziosa”.

Naturalmente ai giorni nostri tutto è cambiato. L’arte non esiste più soltanto in virtù della spiritualità e, fortunatamente, gli artisti stessi sono più liberi di poter esprimere la propria creatività senza limiti di sorta.

Eppure, quando accade che forme espressive e religione si intersechino in maniere “nuove”, la reazione di una parte del popolo è prevedibilmente polemica.

Sarà quello che probabilmente ci si deve aspettare per la nuova mostra ospitata al Met, incentrata sui temi della moda ispirata al cattolico.

La “moda sacra” alla mostra del Costume Institute

Non è la prima volta che il mondo della moda si accosta a quello religioso, anzi. Sono state tantissime le occasioni in cui immagini sacre, croci e simboli cattolici sono entrati nelle case di tutti, persino degli atei più convinti, attraverso le proposte di audaci stilisti.

Lo stesso Versacesponsor della mostra, per la sfilata P/E 2018 ha deciso di osare su questa linea tempestando abiti e cuissardes di croci.

Di certo, non dobbiamo aspettarci i toni provocatori di John Galliano, che nelle sfilate per Christian Dior 2000-2001 organizzò un viavai di sadomaso-feticisti in coda ad un finto papa e ad una lunga fila di finte suore irretite dal peccato. Questa volta, infatti, il curatore del Costume Institute, Andrew Bolton, ha ottenuto l’autorizzazione dal Vaticano per esporre paramenti sacri provenienti dalla Cappella Sistina.

Quella che si vedrà, quindi, al Metropolitan Museum of Art di New York, dal prossimo 10 maggio al 9 ottobre, sarà un’esposizione di oltre 150 creazioni a tema, che indagheranno e rifletteranno, attraverso la “scusa” del fashion, sull’influenza del cattolicesimo nel percorso creativo di alcuni stilisti.

Non ci resta che aspettare le future evoluzioni per capire che direzione prenderà questa mostra.