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Goldman Prize: sono 6 donne a conquistare il "Nobel" dell'ambiente

Goldman Prize: sono 6 donne a conquistare il “Nobel” dell’ambiente

Quest’anno l’ecologia è tutta al femminile: sono state, infatti, ben sei le donne a portare a casa il riconoscimento più importante del settore, il Goldman Prize, noto anche come “Nobel per l’ambiente“.

Era il 1989 quando il filantropo di San Francisco Richard Goldman istituì, insieme alla moglie Rhoda, il Goldman Prize, in America definito anche come “The Green Nobel“.

L’award prevede l’elargizione di ben 150mila dollari per ogni vincitore (previsto un numero di sei) scelto in ognuna delle regioni abitate del mondo.

Dalla fondazione, sono stati donati, ormai, milioni di dollari ripartiti in quasi 200 persone, portando avanti questa missione, che unisce indissolubilmente l’umanità al suo pianeta di appartenenza, anche dopo la morte dell’ideatore del progetto, avvenuta nel 2010. Anzi, già dal 1991 è capitato che il numero dei vincitori crescesse di una unità, com’è accaduto anche quest’anno in cui, su 7 vincitori, 6 sono state donne!

Le donne del Goldman Prize 2018

Gli award per l’ecologia, nel 2018, si sono tinti di rosa. Ecco le storie dei vincitori del Goldman Prize di quest’anno:

  • Makoma Lekalakala e Liz McDaid, attiviste sudafricane, sono riuscite a far saltare un accordo (fra il governo di Pretoria e quello russo) per la costruzione di una centrale nucleare;
  • Francia Marquez, colombiana, ha guidato una marcia di 80 donne per ben 350 chilometri, giungendo a Bogotà; l’intento? Chiedere la chiusura delle miniere d’oro illegali nella sua regione… riuscendo nella missione!
  • Khanh Nguy Thi, scienziata vietnamita, è riuscita a spingere il suo governo nella direzione della riduzione della dipendenza dal carbone, incrementando, di fatto, l’utilizzo delle energie rinnovabili;
  • Manny Calonzo, filippino, unico uomo della lista, ha messo in piedi e guidato una campagna per riuscire a bandire delle vernici al piombo nel suo paese; ancora una volta, missione compiuta!
  • LeeAnn Walters, la statunitense che ha reso noto l’inquinamento dell’acqua potabile nella cittadina di Flint, nel Michigan, un fatto che ha scosso moltissimo gli animi degli americani;
  • Claire Nouvian, francese, che ha guidato (ancora una volta con successo) una campagna contro l’utilizzo nella pesca di reti a strascico di profondità.

Un premio a chi “cambia direzione”

Negli ultimi anni sono stati tantissimi anche i VIP dello star system ad occuparsi e preoccuparsi per l’ambiente, organizzando eventi benefici e di raccolta fondi o, semplicemente, facendo informazione attraverso i loro canali social.

I cambiamenti climatici, l’inquinamento e il (reale o presunto) affare del Global Warming sono tematiche che stanno mettendo in allerta i vertici di tutto il mondo, perché il timore è che, una volta varcata una certa soglia di danni irreparabili, non si possa più tornare indietro, condannando l’intero Pianeta, e quindi la salute di chi lo abita, definitivamente.

Ecco perché è così importante un premio come quello del Goldman Prize: conferisce valore ed un aiuto concreto a chi vive la propria vita nel rispetto dell’ambiente, dando l’esempio agli altri e, a volte, rischiando la propria stessa vita.