YourMag » Moda » Gli scandali di Hollywood non risparmiano la moda: Terry Richardson bandito da Condé Nast
Gli scandali di Hollywood non risparmiano la moda: Terry Richardson bandito da Condé Nast

Gli scandali di Hollywood non risparmiano la moda: Terry Richardson bandito da Condé Nast

Sembra quasi impossibile che il caso Weinstein sia stato determinante per scoperchiare il vaso di Pandora dell’intero star system, eppure, oramai, sono all’ordine del giorno denunce da parte di persone più o meno famose che incriminano anche i più insospettabili.

C’è già chi pensa che la mole di denunce che sta invadendo i social sia “contaminata” da chi, in mala fede, in questo refrain continuo di racconti a sfondo sessuale ci abbia trovato un’occasione… da business.

Dopo l’affare Weinstein, infatti, l’aria intorno ad Hollywood si è fatta pericolosamente pesante, etichettando anche Kevin Spacey e Dustin Hoffman come “antichi molestatori” degli anni ’80, anche nei riguardi di minorenni.

Naturalmente, nessuno ha modo di provare con certezza gli accadimenti e, tra l’altro, molte delle accuse sono rivolte soltanto tramite social e non prevedono l’intervento di alcuna indagine a livello legale; motivo per il quale, si tratta di parole che riescono ad infangare la reputazione anche di insospettabili, ma senza fornire al pubblico, però, le prove dei fatti.

In questo marasma di “confessioni”, anche il mondo della moda ha avuto il suo personale “mostro”: parliamo di Terry Richardson, fotografo molto noto, anche per il suo stile ai limiti del soft porno, che ha fatto discutere più che mai.

Lo stop alla carriera di Richardson

Tutto è partito dal Daily Telegraph, che è venuto in possesso ed ha pubblicato alcune email girate tra i dipendenti di Condé Nast, editore di alcune delle più importanti riviste di moda del mondo come Vogue, GQ Vanity Fair. Qui veniva comunicato lo stop alla collaborazione con il fotografo ed il suo studio, con testuali parole: “Vi scrivo a proposito di una questione molto importante. Condé Nast non lavorerà più con il fotografo Terry Richardson. Tutti i servizi commissionati, ed anche quelli già pagati ma non pubblicati, sono da considerarsi morti e verranno sostituiti con altro materiale. Siete pregati di confermare al più presto la lettura della presente“. Ma da dove sarebbe partita questa contromisura?

La denuncia

In effetti, la limpidezza di Richardson è sempre stata messa in discussione e non è una sorpresa che si ritrovi al centro dello scandalo.

In passato sono state lanciate tantissime denunce contro l’artista, che ha lavorato con personaggi del calibro di Beyoncé, Lady Gaga, Marc Jacobs e Tom Ford. Denunce che sono state sempre respinte, anche con una lettera pubblicata nel 2014 dall’Huffington Post che diceva: “Ho collaborato con donne adulte e consenzienti, e hanno tutte firmato la liberatoria. Non ho mai minacciato né costretto nessuno a fare qualcosa contro la sua volontà” e con una dichiarazione, questa volta risalente al 2004, in cui disse: “Spesso le ragazze non vogliono spogliarsi, quindi mi tolgo i vestiti e lascio che siano loro a fotografarmi. Ci sono un sacco di miei scatti così, forse sto mercificando me stesso?“.

La modella Jamie Peck ha raccontato ai media la sua esperienza, risalente a quando aveva solo 19 anni, non priva di particolari molto scabrosi e volutamente specifici, per far comprendere al pubblico cosa significhi “lavorare con Richardson”, seguita a ruota da Rie Rasmussen, che ha concluso il suo racconto con un netto: “Mi fa schifo“.

La svolta

In realtà sembra che alla luce di quanto detto, il contratto tra Condé Nest e Richardson fosse già in pericolo e in discussione, ma il caso Weinstein è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Sul Sunday Times, infatti, è apparso un articolo in cui ci si chiedeva come mai, dopo gli accadimenti riguardanti il produttore cinematografico, non si fossero prese contromisure nei riguardi di chi, già da anni, è conosciuto nello star system per la sua condotta a dir poco scandalosa, sottolineando come l’artista, recentemente, nonostante le accuse, sia stato immortalato durante numerosi eventi a fare “la bella vita”, completamente indisturbato. Ed è da qui che il gruppo editoriale avrebbe preso spunto per questa decisione drastica.