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come gestire gli attacchi d'ansia

Gestire gli attacchi d’ansia è possibile?

L’ansia è uno stato emotivo che si innesca in presenza di eventi importanti, grandi paure o forte stress.

Un laureando in seduta di laurea, uno studente alle prime armi con gli esami, una persona al suo primo giorno di lavoro o al primo appuntamento con il partner sono tutti individui che è più che normale che sperimentino una sana “ansia da prestazione” o, comunque, legata a quella situazione specifica.

Sebbene nasca con lo scopo di gestire lo stress, in molti casi è proprio l’ansia a diventare “padrona” delle persone, gestendo la loro emotività, il loro cervello e persino le parole che pronunciano e le azioni che compiono. Sono questi i casi in cui bisogna correre ai ripari.

Attacchi d’ansia

Ciò che, nella maggioranza dei casi, genera ansia è la “non conoscenza” di qualcosa, esattamente come accade per la paura, con la differenza che “avere l’ansia di qualcosa” ha a che fare con il futuro: si ipotizzano vari scenari per qualcosa che deve ancora accadere, temendo che si avverino quelli più catastrofici (fare una brutta figura, farsi cogliere da una situazione inaspettata e non avere la prontezza di fronteggiarla al meglio etc); “avere paura di qualcosa”, invece, significa temere una situazione che, per esperienza, si è già rivelata negativa, oppure essere terrorizzati da una particolare fobia che non si è mai stati in grado di vincere. La paura proviene, in sostanza, dall’esperienza o da un qualcosa di innato, l’ansia, invece, è più astratta.

Ecco perchè, essendo così impalpabile, spesso può diventare uno stato patologico, condizionante ed invalidante, generando veri e propri attacchi di ansia che possono diventare anche importanti e pericolosi (si pensi a qualcuno che soffre d’asma, colto dalla sensazione psicofisica di non riuscire più a respirare).

Come si può combattere, quindi, quest’evenienza?

Rimedi contro gli attacchi d’ansia

Mens sana in corpore sano” è una frase attribuita a Giovenale e risalente al I secolo d.C.

2000 anni dopo è ancora una grande verità: tutto parte dalla testa, anche le somatizzazioni.

Orticaria, asma, dolori più o meno intensi e diffusi spesso sono conseguenza di ansie cronicizzate e indomate. Ecco perchè è importante imparare a controllarsi.

Spesso uno stato d’ansia è collegato ad uno ossessivo: può essere molto utile distrarsi dedicandosi a qualcosa capace di carpire l’attenzione, in linea con i propri interessi. Praticare uno sport, guardare un film, ascoltare musica, dedicarsi al fai-da-te o ad attività ricreative sono ottimi rimedi per impiegare il tempo in maniera costruttiva, lasciando che, pian piano, la mente si dedichi ad altro e lasci meno spazio alle preoccupazioni.

Inoltre, per molti, è fondamentale parlare con qualcuno di fidato, anche senza attendere risposte: spesso è proprio chiacchierando che i pensieri si allineano e diventano più chiari anche a chi li esprime. C’è poi chi trova catartico scrivere, per se stesso oppure, anonimamente, su un blog, confrontandosi con altri utenti del web, riuscendo ad aprirsi, forse, maggiormente proprio grazie all’anonimato.

Un’altra tecnica è quella del rilassarsi, con qualunque mezzo, e guardarsi dall’esterno, chiedendosi: “se fosse un amico nella mia condizione cosa gli consiglierei? Come valuterei la sua situazione?“. E’ uno dei metodi più efficaci e più incredibilmente sorprendenti! Può essere utile, infine, pensare alla famosa Preghiera della Serenità: “Concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso e la saggezza per conoscere la differenza“.