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Genitori separati: quando i padri rivendicano il loro ruolo

Genitori separati: quando i padri rivendicano il loro ruolo

Con fatica anche in Italia qualcosa sta cambiando per i padri divorziati che vogliono prendersi cura dei loro figli a tempo pieno. Questo ruolo non è più solo appannaggio delle madri.

Per cambiare le leggi ci sono volute molte battaglie di tanti padri, in alcune circostanze davvero arrabbiati per essere stati completamente ignorati in sede di divorzio.

Il loro ruolo paterno, infatti, è stato quasi sempre messo in secondo piano rispetto a quello materno. Le mamme sono considerate da sempre più adatte a crescere i figli rispetto ai papà. E, nonostante qualcosa stia cambiando anche nel nostro Paese, i padri che “pretendono” di fare i genitori tanto quanto le madri sono guardati con diffidenza da avvocati, giudici e assistenti sociali.

Genitori separati: le battaglie dei padri per occuparsi dei figli come le madri

La strada da fare, però, è ancora lunga, soprattutto se si considera che, solo quattro anni fa, l’Italia è stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo per violazione dei diritti della biogenitorialità. Questa purtroppo non è l’unica condanna, ma è una delle dieci avute dal 2011, perché le leggi a favore delle madri sono ancora la maggior parte. Qual è la situazione oggi?

La residenza è quasi sempre a casa delle madri

Anche se è stata introdotta la norma per cui l’affidamento dei figli deve essere condiviso, nella maggior parte dei casi i figli hanno la residenza a casa delle madri, mentre ai padri hanno sempre l’obbligo di versare l’assegno mensile di mantenimento.

Dare più responsabilità ai padri per “educarli”

Permettere ai padri separati o divorziati di prendersi cura dei loro figli ha anche lo scopo di “educarli” ad avere un rapporto sano e costruttivo con loro. Un modo per far sì che ci siano meno padri “disimpegnati” e meno madri “proprietarie”,  secondo alcune sentenze, è quello di collocare i figli a casa dei padri, anche se le madri sono adatte in egual modo. Tutto questo va a vantaggio dei figli.

Chi pensa al bene dei figli?

Anche se questo dovrebbe essere l’aspetto più importante da considerare nei casi di divorzio, in realtà, in molte occasioni non lo è. Il fatto, per esempio, che nel 2015 le procedure di separazione e divorzio siano state velocizzate e che, dal 2014, ci si possa separare e si possa divorziare direttamente in Comune, senza la presenza di un giudice, ma solo con l’assistenza di un avvocato, non ha favorito una maggiore complicità tra gli ex coniugi per ciò che riguarda la gestione e la ricerca del benessere dei figli. Spesso infatti i genitori, non riuscendo a mettersi d’accordo su nulla, ricorrono al giudice affinché questi prenda le decisioni per loro, abdicando completamente al loro ruolo. Tutto questo si potrebbe evitare se si affidassero alla mediazione familiare, la cui cultura, però,“probabilmente è quello che manca ancora oggi nei genitori che litigano”, come afferma il procuratore del Tribunale per i minorenni di Milano Circo Cascone.