Come reagire alla frustrazione
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Ragazza in meditazione immersa nella natura

Frustrazione: ecco come reagire

Ritrovarsi in una condizione di frustrazione, nella vita, è assolutamente comune e normale: ci sono momenti più o meno duri da superare che, spesso, ci mettono alla prova e danno fondo alle nostre energie e alla nostra resilienza.

I social network hanno, probabilmente, inficiato una componente importantissima della nostra esistenza: l’accettazione del negativo.

Poiché tutto sembra dover, per forza di cose, apparire bello, invidiabile, positivo, la presenza di eventi negativi o persino di sensazioni e sentimenti non piacevoli è vissuta come una fragilità, più o meno con lo stesso effetto che subisce una persona insicura di fronte ad un fallimento: devastante.

Quello che è fondamentale capire, invece, è che “bene” e “male”, “positivo” e “negativo” sono le facce di una stessa medaglia e non possono non coesistere: accettarlo significa crescere, smettere di guardare il mondo con gli occhi di un bambino viziato e prendersi la responsabilità non solo delle proprie azioni, ma della stessa vita.

Frustrazione e rabbia: non sempre è un binomio negativo

Anche la rabbia è, molto spesso, rivestita di un ruolo negativo: in realtà lo acquista nel momento in cui la si lascia sedimentare fino ad esplodere; tra l’altro, il destinatario non è nemmeno scontato che si trovi all’esterno, poiché non sono pochi i casi di autolesionismo che si riscontrano, anche tra i ragazzi.

Importantissimo, quindi, è imparare ad incanalare la propria rabbia e a veicolarla: trattenere quello che si pensa per paura (di non essere capiti, approvati, ascoltati o, persino, di essere abbandonati), perdurare in situazioni di disagio non darà altro risultato che un peggioramento progressivo della situazione. Questo perché, a parte frustrazioni provenienti da cause ambientali, le ripercussioni sociali sono piuttosto prevedibili: chi si è sempre comportato in un certo modo, per esempio, continuerà a sentirsi autorizzato a farlo, non avendo ricevuto alcun segnale dall’esterno. In questo modo, il malcontento continuerà ad aumentare fino anche a scoppiare, appunto, in eventi rabbiosi e aggressivi.

Arrabbiarsi o far presente i propri bisogni e disagi è un diritto di tutti: non dovrebbe mai essere dimenticato.

Non mentire

Chi ha un carattere insicuro potrà facilmente raccontarsi piccole bugie pur di non ammettere determinate cose: questo è il modo più sbagliato di affrontare la vita perché, mentendo a se stessi, non si potrà mai accedere a rapporti sinceri con gli altri; non ci sarà mai spazio, davvero, per i propri desideri ed i propri bisogni, rimasti in secondo piano rispetto ad una compagnia “falsata” ma tremendamente conveniente per restare nella cosiddetta “Zona di Comfort“.

Rilassarsi e interrogarsi sulle proprie frustrazioni significa conoscersi nel profondo ed accettare anche che qualche perdita possa trasformarsi in un futuro acquisto più congeniale con i propri desideri e la propria personalità: d’altro canto, essere incompatibili non è certo un crimine, non bisogna temere il giudizio altrui perché ognuno di noi è libero di frequentare chi preferisce e, soprattutto, chi riesce ad entrare maggiormente in sintonia con il proprio “star bene”.

Abbiamo solo una vita, una sola occasione di essere felici, fedeli a noi stessi, non sprechiamola per vivere una vita che non ci appartiene.