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Figli: la ricetta inglese per farli crescere responsabili

Figli: la ricetta inglese per farli crescere responsabili

Crescere un figlio autonomo e responsabile non è facile. Non lo è soprattutto per i genitori italiani, sempre pronti a proteggere i loro “cuccioli”.

E’ complicato crescere un bambino indipendente se ci sono sempre i genitori a risolvergli i problemi, da quelli piccoli a quelli più grandi.

Mamma e papà, ovviamente, devono esserci e devono essere la rete di salvataggio dei figli, quando è necessario, ma questo non vuol dire che a loro non debbano essere dati gli insegnamenti e gli strumenti per diventare adulti capaci di cavarsela da soli.

Figli: come crescere adulti responsabili e autonomi. I consigli di una mamma inglese

Nonostante gli sforzi per cambiare siano tanti, nel DNA della mamme italiane è innato e difficile da estirpare questo istinto di protezione e questa smania di risolvere ogni problema, spesso inconsci ed incontrollabili. E allora, perché non provare a confrontarsi con un’altra cultura? Magari seguendo i consigli di una mamma blogger inglese, Amy Carner, che spiega cosa dovrebbero saper fare i ragazzi prima di arrivare ai 13 anni.

Sveglia e colazione

Per la madri italiane può essere un trauma pensare di non dover svegliare il loro pargolo ogni mattina e, ancora di più, pensare di non preparargli la colazione. I suggerimenti della mamma inglese? Semplici ed efficaci, almeno secondo il suo punto di vista. Mettere la sveglia sul suo comodino e lasciare che si svegli da solo. E se non lo fa? Arriverà tardi a scuola o salterà la colazione. Quest’ultimo è un altro punto dolente. Può una madre italiana mandare il figlio a scuola senza preparare la colazione? Lei forse no, ma la Carner sì, e sostiene che il ragazzino dovrebbe prepararsela da solo, magari apparecchiando la tavola la sera prima con l’aiuto della mamma.

Fare i conti con la burocrazia e rispettare le scadenze e gli impegni

Chi l’ha detto che un ragazzino non è capace di compilare un modulo che lo riguardi, sia che sia per la scuola o per lo sport o per qualche corso? Nessuno. Perché, quindi, non “metterlo davanti alla burocrazia”, rendendolo in questo modo responsabile? Allo stesso modo, lo rende responsabile non correre a scuola se ha dimenticato libri o quaderni o insegnargli che se ha necessità di acquistare qualcosa per un compito, non deve dirlo all’ultimo momento. Deve comprendere che le scadenze vanno rispettate e, per questo motivo, si deve programmare tutto in anticipo.

Non pretendere troppo e lasciare che gestisca da solo i rapporti con gli adulti

Queste due cose sono estremamente difficili per le madri italiane. E’ giusto seguirlo a scuola, ma è opportuno non essere ossessionanti e non pretendere, ogni giorno, prestazioni da 10 e lode. Infine, se ha un problema con un adulto, ha preso una nota a scuola o è stato escluso dalla partita della sua squadra, è fondamentale non correre subito in sua difesa, ma lasciare che provi a risolvere la situazione da solo.