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Figli: educarli con la gentilezza li renderà persone migliori

Figli: educarli con la gentilezza

La gentilezza è l’arma vincente per educare i propri figli: a dirlo è uno studio dell’Università del New Hampshire, che punta molto su questa qualità dei genitori.

Secondo la ricerca hanno più “successo” nell’educare i figli quei genitori che sanno dosare sicurezza e gentilezzarigore e sensibilità.

Chi riesce in questo arduo compito, perché certamente non si tratta di un’impresa semplice, riesce ad instaurare un rapporto migliore con i propri figli, ma anche a essere più autorevole. 

Figli: il metodo educativo migliore? Abbinare la sicurezza con la gentilezza

Banditi, dunque, i genitori troppo autoritari e severi, pronti solo a dettare ed imporre regole senza dare spiegazioni. Spazio invece a quelli più permissivi, autorevoli e, soprattutto, capaci di dialogare e confrontarsi con i figli. Sì, dunque, alla capacità di essere gentili.

Essere gentili ed empatici rende forti ed autorevoli

Questo modello educativo, che come modus operandi può essere applicato anche nei contesti lavorativi, tuttavia fa fatica ad affermarsi e diffondersi. Questo accade perché si pensa ancora che chi è gentile ed empatico perde di credibilità e diventa vulnerabile e debole agli occhi dei suoi “sottoposti” (figli, dipendenti, etc). Tutto ciò, a causa di antichi retaggi culturali, secondo cui solo quando si impongono regole e si incute timore si è rispettati.

Non perdere la calma è una dimostrazione di forza

Senza dubbio non è semplice non perdere le staffe davanti a certe situazioni ma, come spiega la pedagogista dell’università di Bologna e la co-autrice del libro “Corpi bambini. Sprechi di infanzie”, Mariagrazia Contini, bisogna farlo, dimostrando di possedere autorevolezza ed empatia che “mette al centro di qualsiasi rapporto il rispetto, l’accoglienza, il dialogo e la cura”. Se un adolescente non rispetta l’orario di rientro a casa dato dai genitori, anche se complicato, bisogna mantenere la calma ed esercitare un “potere gentile”. Ma cosa si dovrebbe fare in pratica? Evitare i rimproveri e rimandare le spiegazioni al giorno dopo, quando, dice la pedagogista, si prende il tempo per ascoltare e confrontarsi con le sue ragioni, mediare se serve, ma senza mai rinunciare al rispetto delle regole. I genitori devono far sentire al figlio che hanno a cuore le sue emozioni, anche quando viene rimproverato o si risponde di no a una sua richiesta. Lui si sentirà curato e rispettato e questo farà crescere forza e autostima”.

La gentilezza è un’arma efficace contro il bullismo

Educare i propri figli con empatia e gentilezza, inoltre, non serve solo a migliorare il rapporto con loro, ma anche a contrastare il bullismo. A dimostrarlo è una ricerca del dipartimento di psicologia dello sviluppo dell’University of British Columbia realizzata su 400 bambini di età compresa tra i 9 e gli 11 anni. La ricerca ha rivelato che i bimbi più gentili sono più amati dai loro coetanei, otre ad essere i più felici e soddisfatti, e soprattutto non vengono presi di mira dai bulli.