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Famiglia: quando lavora solo la donna

Famiglia: quando lavora solo la donna

Sono finiti i tempi in cui era l’uomo a portare lo stipendio a casa, infatti, secondo i dati dell’Istat, in quasi un milione di famiglie è solo la donna a lavorare.

I dati dell’Istat si riferiscono all’anno 2016 e fanno emergere che in 970 mila famiglie italiane è lei a lavorare e a mandare avanti tutto.

Il fenomeno era già presente all’estero ma, adesso, è arrivato anche in Italia, dove le donne sono diventate “breadwinner”, cioè quelle che “portano il pane a casa”, mente il marito o il convivente sono costretti a fare “l’angelo del focolare” poiché disoccupati.

Cambia la famiglia e a portare lo stipendio a casa è lei

La situazione fotografata dall’Istat dipende dalla crisi economica, che da anni ormai attanaglia tutta l’Europa, e che tra le conseguenze ha quella che, in Italia, in un milione di famiglie nessuno dei due lavora e si va avanti non grazie ad uno stipendio, ma con la pensione dei nonni o con qualche rendita o affitto, magari.

Le donne si rimboccano le mani

Nonostante il tasso di occupazione femminile sia ancora basso -e l’Italia è tra gli ultimi Paesi in Europa- in tantissimi nuclei familiari sono le donne che si devono rimboccare le maniche per mandare avanti la famiglia, perché l’uomo di casa ha perso il lavoro e non ne trova un altro oppure la sua pensione è troppo bassa. L’aumento delle “breadwinner”, inoltre, dipende anche dall’allungamento dell’età pensionabile per le donne, che continuano a lavorare per ottenere la pensione che hanno maturato durante il loro percorso lavorativo.

L’Italia è un Paese che cambia: i numeri

Dai dati forniti dall’Istat affiora un quadro della situazione economica e lavorativa dei nuclei famigliari non proprio rosea. Su quasi 26 milioni di famiglie, infatti, solo in poco più delle metà (13.9 milioni) tutti i membri che sono in età da lavoro ne hanno uno; mentre in 1.85 milioni sono tutti alla ricerca di una occupazione. Queste famiglie che, purtroppo, spesso sono davvero in difficoltà, non sono solo costituite da coppie “tradizionali” con figli ma anche da single e, in special modo, da madri sole che non hanno un lavoro (sono poco più di 190 mila). La situazione poi è peggiore nel Sud Italia, dove 587 mila famiglie non hanno alcun reddito che provenga da un impiego, e nelle famiglie numerose dove i costi, naturalmente, sono sempre più elevati. La decisione di fare più figli, infine, comporta anche un maggiore tasso di disoccupazione: i disoccupati che hanno un figlio sono il 7.3%, il 7.7% se ne hanno due e, addirittura, salgono al 10% se ne hanno tre o più. La situazione del 2016 non è molto diversa da quella dell’anno precedente, la differenza infatti è minima, solo il -0.7%.