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Famiglia: ampliato il congedo parentale facoltativo

Famiglia: ampliato il congedo parentale facoltativo

Molti genitori che lavorano, entrano in crisi quando i loro figli raggiungono gli 8 anni di età, perché non possono più usufruire del congedo parentale. Oggi, però, qualcosa è cambiata.

Grazie al decreto legislativo 80/2015 in attuazione del Jobs Act, infatti, i genitori possono assentarsi dal lavoro fino a quando i figli avranno 12 anni.

Durante questi 4 anni in più, mamma e papà (o anche uno solo dei genitori) possono godere di 10 mesi di congedo parentale facoltativo, oltre al congedo obbligatorio di maternità, di cui si usufruisce dopo il parto.

Congedo parentale fino al 12° anno di età dei figli: come funziona

Cerchiamo, dunque, di capire che cosa dispone il decreto ed in che cosa consistono esattamente le modifiche da esso apportate. Se il tempo in cui è possibile usufruire del congedo parentale è stato esteso di 4 anni, non è cambiato il numero delle assenze di cui si può godere in questi 12 anni.

Come e per quanto tempo ci si può assentare

Secondo il decreto legge 80/2015 entrambi i genitori o solo uno dei due hanno varie possibilità tra cui scegliere. Se il congedo parentale viene preso solo dalla madre, lei può usufruire di 6 mesi; mentre se a prenderlo è solo il padre, egli può godere di un mese in più, quindi di 7 mesi. Se, invece, lo prendono alternativamente tutti e due hanno 10 mesi a disposizione, che diventano 11 mesi complessivi per entrambi, se il padre usufruisce di non meno di 3 mesi di congedo parentale. Infine, nel caso che ci sia solo un genitore, perché single o vedovo, a questo spettano 10 mesi.

Pagamento dell’indennità Inps

Ci sono anche delle modifiche che riguardano i pagamenti degli assegni Inps, che vengono riconosciuti fino a quando il bambino ha compiuto 6 anni e non fino a quando ha raggiunto il 3° anno di età, come è stato fino ad ora. Anche in questo caso ci possono essere situazioni diverse. Se tutti e due i genitori prendono un periodo complessivo massimo di 6 mesi, a loro va riconosciuta una indennità pari al 30% di ciò che guadagnano. Nei casi in cui il lavoratore o la lavoratrice che chiedono il congedo parentale, hanno un reddito individuale più basso della pensione minima Inps di due volte e mezzo, ci sono due opzioni. Secondo la prima sono indennizzati al 30% i periodi tra i 6 e gli 8 anni del figlio, mentre per la seconda i periodi successivi a quello di 6 mesi. Infine non si ha alcun tipo di indennizzo, qualunque sia il redditto, per i periodi di congedo fruiti nell’arco di tempo tra gli 8 e i 12 anni del bambino. Chi ha un figlio disabile, naturale, adottato o in affido, può usufruire dello stesso ampliamento ed in più  non cambia la norma per cui non può superare 3 anni il diritto di avere l’indennità uguale al 30% del valore della propria retribuzione. I congedi parentali garantiscono i contributi figurativi gratuiti ai fini del calcolo della pensione.