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Emozioni "musicali": quando una melodia ci fa venire i brividi

Emozioni “musicali”: quando una melodia ci fa venire i brividi

La musica è parte integrante delle nostre vite, a qualunque livello e nei modi più disparati immaginabili. Emoziona, innervosisce, calma, fa innamorare, crea atmosfera, ma nessuno può dire di rimanere impassibile al suo cospetto. Ma come mai alcune melodie ci fanno addirittura venire i brividi?

Ci sono racconti di ogni tipo che riguardano il rapporto degli esseri umani con la musica: c’è chi ha trovato le melodie giuste per far addormentare i figli, chi si è innamorato ascoltando una canzone, chi si è innervosito immerso in un determinato sound e chi si è calmato tra le vibrazioni di un pezzo particolarmente slow.

Addirittura, ci sono criminali che sono stati posti per lungo tempo in isolamento che hanno riferito di aver resistito all’incombente “follia” proprio grazie alla musica, che facevano risuonare nella testa, anche accompagnandosi canticchiandola a voce.

È innegabile che la musica abbia un ruolo importantissimo nella vita degli esseri umani, tanto da essere diventata parte integrante della maggioranza delle loro attività: ogni film ha la sua soundtrack, ogni automobile ha già implementato uno stereo e persino gli smartphone, ormai, funzionano come i vecchi “walkman“, rendendoci possibile ascoltare il pezzo che vogliamo, ovunque ci troviamo e in qualunque momento.

Le emozioni che proviamo quando entriamo a contatto con determinate melodie possono arrivare addirittura a farci sperimentare qualcosa di reale, concreto, di fisico, come la pelle d’oca. Come mai?

Brividi da musica

Secondo ricerche statistiche, sarebbe addirittura l’86% della popolazione a sperimentare emozioni forti ascoltando la musica, arrivando a provare brividi e pelle d’oca. Una percentuale altissima che rivela la nostra predisposizione all’emotività in determinate situazioni.

Naturalmente ognuno ha i propri gusti e il proprio bagaglio di esperienze, per cui la musica diventa un espediente completamente personale e personalizzato per emozionarsi ma, a livello generale, si può dire sia una contingenza che esiste a livello pressoché globale.

Un’emozione da brividi, correlata ad una canzone o ad una melodia, è da imputare all’elaborazione cognitiva che ognuno di noi fa relativamente a quell’insieme di note e/o parole.

Quello che un testo o un passaggio al pianoforte possono scatenarci dipende dalla nostra storia, dai ricordi a cui siamo più affezionati e, ovviamente, dalla nostra sensibilità e dal nostro stato emotivo del momento. Motivo per il quale, virtualmente, ogni pezzo musicale sarebbe in grado, nell’arco di una vita, di comunicarci qualcosa.

I motivi ancestrali

Ma perché questa emozione si traduce in un effetto psicosomatico?

Le parti del cervello che vengono coinvolte nell’ascoltare musica non fanno differenza tra una melodia “antica” ed una nuova: l’emozione è qualcosa di completamente scollegato dalla “moda” e dal trend. È una reazione ancestrale, istintiva.

Ecco perché, per cercare delle risposte, si è tornati molto indietro nel tempo, a età molto antiche, quando l’uomo era molto lontano dalla condizione di vita “civile” attuale.

Sembra proprio, infatti, che sia una condizione comune per i mammiferi sperimentare la pelle d’oca, solo che, in tempi remoti, tutto questo aveva una funzione ben precisa: aiutare a ripararsi dal freddo, rialzando i peli dalla superficie dell’epidermide e creando, così, uno strato più spesso per combattere gelo e freddi improvvisi.

D’altro canto, ancora oggi, quando sentiamo un vento fresco accarezzarci la pelle, è esattamente quello che ci succede!

Naturalmente, nella nostra epoca, i meccanismi di sopravvivenza sono molto diversi e conduciamo vite molto più “agiate”, ma la risposta “ancestrale” del nostro corpo è rimasta: quando viene rilasciata adrenalina in quantità cospicue, sentiamo arrivare i brividi.

Ed ecco perché accade quando ci spaventiamo, quando siamo emozionati, eccitati, innamorati… e quando ascoltiamo un brano che ci suscita qualcosa di speciale.