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Eddy Martens contro Antonella Clerici: “Si litigava e basta, non c’era un compromesso”

Intervistato dal settimanale ‘Chi’, l’ex compagno di Antonella Clerici, Eddy Martens parla per la prima volta a cuore aperto, dopo la rottura con la conduttrice.

Una storia iniziata 10 anni fa, un amore durato otto lunghi anni e finito da due. Eddy ed Antonella hanno dato alla luce la piccola Maelle.  La loro storia, molto travagliata, è stata bersaglio di critiche da parte del popolo italiano a detta di Martens. 

“Antonella Clerici? No, non mi manca e neppure l’Italia”. Di poche parole le risposte di Eddy al giornalista di Chi che insisteva nel voler comprendere l’attuale rapporto con la Clerici ad oggi.

“Una parte degli italiani mi ha offeso, deriso e umiliato. Quando Antonella ha svelato il nostro amore, sono stato bersaglio di critiche indegne al limite del razzismo. Quando Antonella mi ha portato a lavorare con lei in tv, sapendo che ce l’avrei fatta, ho subìto un linciaggio mai visto. Ho la nausea al solo ricordo”. Parla a ruota libera invece della sua storia in Italia. Non ha un buon ricordo del nostro paese e ad oggi, non ci tornerebbe a vivere. 

Eddy Martens parla commosso della piccola Maelle, gli manca poterla vivere con costanza e quotidianità, educarla come lui avrebbe preferito. Tutte cose che non è possibile fare quando di mezzo ci son così tanti chilometri a separare padre e figlia.

 “Le dico che mi manca mia figlia Maelle. Non posso educarla come vorrei e vivendo a distanza è tutto più difficile. La vedo durante le feste “comandate”. Ma non basta, mia figlia mi manca davvero“.  Spiega così, Eddy, il rapporto con la figlia avuta dalla Clerici, della quale comunque sceglie di non parlare. 

Solo un vago accenno di ricordi agli anni in cui i due erano legati: “Credo che ci sarebbe voluto più equilibrio nella nostra coppia. Più pazienza. Quando Antonella ha scelto me e io lei, non era un gioco. Abbiamo fatto una figlia, che amo, ma si litigava e basta. Non c’era mai il compromesso. Ok, io ero il ragazzo di colore più giovane che voleva lavorare, e quindi? Dov’è il problema? Serviva del tempo, servivano le parole. Ormai tutto è andato e mia figlia mi manca da matti”.