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E se fosse possibile allontanare i pensieri negativi?

E se fosse possibile allontanare i pensieri negativi?

Allontanare i pensieri negativi: sembra una frase facilissima da pronunciare, quando dobbiamo inserirla in un discorso diretto agli altri, ma quando si tratta di noi stessi tutto cambia. Come possiamo lavorare in positivo sulla nostra mente?

Auto-indulgenza, auto-affermazione, accettazione, consapevolezza: ecco qualche parola chiave per avere il proprio Io più profondo a portata di mano… ed esserne soddisfatte.

Molte donne si ritrovano incastrate nella routine quotidiana senza avere il tempo di riflettere o, perlomeno, di riflettere con lucidità; persino i momenti dedicati a se stesse diventano parte di un ingranaggio preconfezionato. Ma una vera evoluzione può partire solo dal profondo e risalendo in alto, dove tutto può, così, apparire più chiaro.

Accettazione

In tutto questo marasma di emozioni e falsi obiettivi, si cerca di essere le fidanzate perfette, le mogli ideali, le madri migliori senza, ovviamente, tralasciare la carriera e le soddisfazioni che si vorrebbero trarre da essa. Ci si paragona ad idoli e standard fittizi, creati dai social e dai media, e in una corsa verso qualcosa di irraggiungibile (proprio perché non esiste), ci si dimentica una cosa fondamentale: siamo tutti esseri umani e, per questo, imperfetti, ma unici nelle nostre peculiarità, anche negative.

La rincorsa della perfezione, quindi, non solo non ha senso, ma porta conseguenze nefaste, come insoddisfazione, fanatismo o addirittura manie ossessivo-compulsive.

Accettarsi, quindi, guardarsi per scoprirsi così come si è, e piacersi e volersi bene sono i primi, veri, unici passi verso la libertà spirituale e la serenità.

Anzi, molto di più. Accettare anche i propri errori significa saper apprezzare tutto quello che ci accade, perché anche gli eventi negativi e le scelte sbagliate possano diventare lezioni da cui imparare e mai essere dei “mali” immotivati!

Volare, cantare…

Sta attraversando i secoli e le generazioni la canzone di Modugno (1958) “Nel blu dipinto di blu”, ma il suo ritornello è proprio quello che ci vuole per spiegare questa sensazione. Quando ci si abbandona a cantare, senza vanità, senza alcuno scopo se non quello di divertirsi e di rilassarsi, che si sia soli o in compagnia, la sensazione è proprio quella liberatoria di volare; con la mente, s’intende. Tutti i problemi scompaiono, anche se per pochi secondi, e resta soltanto la piacevole sensazione sprigionata dalla produzione di endorfine e di ossitocina, che genera non solo piacere, ma anche un abbattimento, seppur temporaneo, di ansia, stress e persino dolore fisico.

C’è, però, un’altra canzone che va citata, che ispira un altro consiglio: “The Sound of Silence”, di Simon&Garfunkel; in effetti, tra il frastuono dei rumori di casa e dell’ufficio e il caos esterno, ritagliarsi anche solo qualche minuto di silenzio puro per riposare la mente e l’udito non è cosa da sottovalutare!

Good Goodbye

Anche gli addii, per quanto difficili, possono essere utili alla causa dello stop-negatività.

Cercare di circondarsi solo di persone positive ed in buona fede, allontanando tutte le altre, è sicuramente un tassello che compone il cammino che porta ad una vita più soddisfacente, meno “inquinata” e più incline a rapporti sinceri e felici; di certo, quasi tutti gli addii sono dolorosi, ma altrettanto necessari per dimostrare rispetto verso se stessi e verso quest’unica vita che ci è stata data da vivere.