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È allarme acqua potabile: entro il 2025 stress idrico per metà popolazione mondiale

È allarme acqua potabile: entro il 2025 stress idrico per metà popolazione mondiale

L’allarme acqua potabile è impellente, eppure sembra arrivare in sordina alle popolazioni dell’Occidente, abituate ad aprire un semplice rubinetto per poterne usufruire.

In un solo anno, precisamente nel 2016, è stato l’8% dei bambini sotto i cinque anni a morire di dissenteria, causata, in moltissimi casi, da acqua contaminata (utilizzata per cucinare, lavarsi, bere).

Un dato che dovrebbe farci rabbrividire, ma a cui raramente veniamo messi davanti, come se le tremende realtà che affliggono una enorme parte della popolazione del nostro pianeta fossero così lontane da non toccarci, quasi da non esistere: ma non è assolutamente così.

Acqua: problema di qualità, non di quantità

I problemi dell’Africa e di tante altre zone del mondo caratterizzate da siccità e mancanza di acqua non sono gli unici a rientrare in questo ambito: è fondamentale tenere presente che, in moltissimi casi, non è la mancanza d’acqua a creare il problema, ma la sua qualità.

Quando si utilizza acqua sporca, contaminata, non filtrata e non potabile, quindi, si entra in contatto con una serie di virus, agenti patogeni e batteri che, in molte realtà povere, dove non c’è nemmeno una pronta assistenza igienico-sanitaria, possono risultare anche fatali; una situazione che per bambini immunodepressi e denutriti diventa ancora più rischiosa.

La grande fortuna di chi può accedere ad acqua potabile, semplicemente attraverso un rubinetto presente in casa, non deve essere sottovalutata né data per scontata: le previsioni per il 2025, quindi per un futuro più che prossimo, infatti, non sono così incoraggianti.

Giornata Mondiale dell’Acqua: un’occasione per parlare dell’emergenza

A Brasilia, dal 18 al 23 marzo, proprio approfittando della Giornata Mondiale dell’Acqua, che cade nel giorno 22, si sta svolgendo l’ottava edizione del World Water Forum, dove 10 capi di stato si sono incontrati, per partecipare ai panel e a oltre 200 sessioni, per decidere come tracciare il futuro della sicurezza idrica, perlomeno per i prossimi tre anni.

Per questa edizione, inoltre, è stato previsto anche un Citizens Village, per permettere la partecipazione gratuita anche dei cittadini, che possono raccogliersi in dibattiti e scambi di idee attraverso mostre, conferenze, film, workshop, intrattenimento, spazi di confronto e di food.

Un’attenzione, insomma, calamitata intorno a questo problema poiché si ritiene che, entro il 2050, la situazione attuale sia destinata a peggiorare esponenzialmente: oggi, 660 milioni di persone non hanno accesso a fonti di acqua potabile; 2,3 miliardi non dispongono di servizi igienico-sanitari adeguati e l’assoluta mancanza di igiene è una delle principali cause di morte e malattia. Entro il 2025, però, metà della popolazione mondiale vivrà in aree soggette a stress idrico, che potrà presentarsi attraverso differenti scenari, tra cui siccità, alluvioni e altri fenomeni critici che già interessano varie zone del pianeta.

Le soluzioni

Il Forum è stato organizzato proprio per trovare delle soluzioni.

Poiché si è riscontrato che, nel 80% dei casi, è la mancanza di fondi a generare questo tipo di emergenza, nonostante la presenza di infrastrutture e risorse naturali, si è concluso che sarà proprio questa la direzione in cui dovrà avvenire il cambiamento.

D’altro canto, investendo in acqua e servizi igienico-sanitari, si guadagna in spese sanitarie (evitate) e produttività: insomma, curarsi del benessere dei cittadini del mondo conviene davvero a tutti.