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Due adolescenti fumano uno spinello

Droghe leggere: la paura dei genitori

Per tanti genitori lo spauracchio più grande, quando i loro figli entrano nell’adolescenza, è che comincino a fare uso di droghe leggere per poi, magari, passare a quelle pesanti.

Purtroppo hanno ragione perché i dati del Dipartimento per le politiche antidroga non sono incoraggianti. A preoccupare sono soprattutto le droghe sintetiche, che oltretutto sono ancora poco conosciute.

Ma che cosa si deve fare se ci si accorge che il proprio figlio ha iniziato ad assumere droghe? La prima cosa da fare è provare a parlare con lui, entrando nel suo mondo.

Droghe leggere: come capire se un adolescente ne fa uso e come intervenire

Molto spesso la realtà che vive un adolescente è completamente sconosciuta ai suoi genitori e, quindi, diventa molto difficile capire cosa accade attorno a lui. Ci sono, però, dei segnali che potrebbero far capire qualcosa. Il passaggio dalla scuola media a quella superiore, per esempio, non va sottovalutato, perché i ragazzini entrano in contatto con ragazzi più grandi e farebbero di tutto per non farsi escludere dal “branco”. Come la poca autostima può spingere a provare nuove esperienze per sentirsi più sicuri.

I campanelli d’allarme

Se il ragazzo è sempre stanco, passa molte ore a dormire e per questo si chiude per tante ore nella sua camera, che è off limits per tutti, c’è qualche cosa che non va. Allo stesso modo è necessario drizzare le antenne se chiede spesso e insistentemente denaro.

Che cosa bisogna fare se il proprio figlio fa uso di droghe leggere

Innanzitutto, è bene chiarire che la “guarigione” è un processo lento e che ognuno ha i suoi modi e i suoi tempi. Questo vuol dire che non si deve avere fretta. Il secondo passo è quello di riconoscere il problema e di non minimizzarlo. Se ci si accorge che il proprio figlio ha fumato uno spinello, non bisogna fare i “genitori amici”, dicendo che non c’è nulla di grave e che, da giovani, l’hanno fatto tutti. È un problema e coinvolge tutta la famiglia. Le reazioni che si hanno in famiglia sono diverse e ognuno vive questa difficoltà a modo suo. Ciò che è importante, però, è raccogliere le proprie energie e trovare gli strumenti giusti per aiutare l’adolescente a uscire da questa dipendenza. Uscire da una dipendenza, seppur non grave, è un’esperienza complessa in cui genitori e figli sono alleati e, per questa ragione, è fondamentale instaurare un dialogo sincero, aperto e volto all’ascolto e alla comprensione. Infine, può essere utile pure rivolgersi a un esperto e, nei casi più gravi, rivolgersi a delle strutture specializzate o a centri dedicati. Anche in questo percorso, però, devono essere presenti e partecipi entrambi i genitori, perché solo in questo modo si potrà raggiungere un vero risultato.