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Droga: come possiamo aiutare i ragazzi?

Droga: come possiamo aiutare i ragazzi?

Il consumo di droga tra gli adolescenti non accenna a diminuire e, purtroppo, molte volte la cronaca racconta di vite spezzate anche solo per una pasticca.

L’ultimo caso in ordine di tempo è quello di Adele De Vincenzi, uccisa a 16 anni da una pastiglia di ecstasy ingerita insieme al fidanzato, che è stato arrestato con un amico della coppia.

Purtroppo, però, queste notizie non sembrano intimorire i giovani italiani di età compresa tra i 15 e i 19 anni. Infatti, stando ai dati del Dipartimento Politiche Antidroga del marzo scorso, oltre 30 mila di loro hanno dichiarato di aver assunto droga negli ultimi 12 mesi.

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Come si possono aiutare, allora, i ragazzi, a capire che devono stare lontani da ogni tipo di droga, anche quelle considerate erroneamente non pericolose? Dialogando con loro, come cerca di insegnare da poco più di tre anni e mezzo Gianpietro Ghidini, che gira per le scuole di Italia e non solo.

La storia di Gianpietro ed Ema Ghidini

Gianpietro era il padre di Ema, morto nel 2013 a 16 anni, dopo essersi gettato in un fiume vicino a casa a causa degli effetti di una pasticca assunta poche ore prima durante una festa. Dopo un primo periodo di crisi profonda, Gianpietro ha ritrovato la forza e, soprattutto, il grande desiderio di aiutare tanti genitori a ritornare ad avere un contatto ed un dialogo con i loro figli. Così, ha fondato un’associazione con altri esperti, ha scritto dei libri e ha raccontato la sua esperienza in 907 incontri, in piazze, oratori e scuole.

La rivoluzione R.A.P.

Giampietro, uomo di successo che amava i propri figli, ma che era troppo occupato dal lavoro, ha pagato sulla propria pelle questa distanza da suo figlio Ema. Una distanza non per forza fisica, ma fatta di silenzi e di un mancato dialogo, che non permette a tanti padri e madri di capire come stanno i loro ragazzi. E questi ultimi, a volte, “placano” le loro ansie e riempiono i loro vuoti sballandosi, e quindi rischiando la vita. Per salvare gli adolescenti, dunque, bisogna dare loro dei nuovi valori, dei nuovi punti di riferimento, che non devono essere basati sul successo e la ricchezza, ma su altro. Gianpietro Ghidini invita i ragazzi a pensare a ciò che hanno già e non a ciò che manca loro. Nei suoi incontri, parla di una rivoluzione R.A.P., in cui le parole d’ordine sono: ringraziare per tutto quello che si ha, pensando a chi sta peggio; amare gli altri ed occuparsi di chi ha bisogno, perché il bene fatto torna sempre indietro; e, infine, prepararsi per cambiare il mondo e per fare questo bisogna diventare attori della propria vita. Informandosi, studiando e leggendo, solo così non si diventerà pedine di qualcun altro.