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fantasie erotiche delle donne

Donne e fantasie sessuali: cosa c’è dietro la fantasia di stupro?

Le fantasie erotiche, comuni ad uomini e donne di tutti gli orientamenti sessuali, vengono spesso, soprattutto da queste ultime, vissute quasi con vergogna e pudore, a causa dei retaggi del passato sul sesso e sul piacere.

Il fatto che la mente umana sia in grado di viaggiare nel tempo e nello spazio è indubbio; tutti lo facciamo, più volte al giorno, di default, senza nemmeno rendercene conto. I neuroscienziati parlano di “mind wandering” e, ancora oggi, studiano questo fenomeno anche attraverso risonanze magnetiche ed altri strumenti tecnologicamente avanzati per cercare di dare risposte esaustive e approvate da metodo scientifico.

Tra i vari ambiti in cui la mente “viaggia senza spostarsi” c’è, sicuramente, il sesso. Sebbene sia un fenomeno riguardante uomini e donne, come detto, se per i primi è socialmente accettata l’idea di fantasie sessuali ricorrenti, anche “particolari” o molto spinte, per le seconde tutto cambia e, spesso, questo genera delle conseguenze.

Ma perchè questo pudore?

La potenza della mente

Probabilmente per la forza che la stessa fantasia possiede: si tratta di un’esperienza conscia ma “virtuale” che, però, è in grado di influenzare le reazioni biochimiche del corpo, provocando eccitazione a tutti i livelli. Questo, in alcune donne, crea una sorta di senso di colpa, dovuto alla credenza che queste sensazioni e queste “follie immaginarie” siano sbagliate… ricadendo nel tranello del tabù e della difficile comunicazione in questo ambito. Ecco perchè ci sono, in merito, ancora tanti dubbi da sciogliere.

Le fantasie sessuali femminili

Sebbene siano il 95% degli uomini e delle donne a dichiarare di avere fantasie sessuali nei momenti più disparati della giornata, la difficoltà di studiare a fondo questo fenomeno è dovuta, come detto, all’imbarazzo di comunicare limpidamente sulla questione. Lo stesso Freud si approcciava a questo tipo di “sogni coscienti” con delle remore quasi da patologia, ma è stato ampiamente dimostrato che si tratta di normalissimi flussi di pensiero che non nascondono nulla di anormale, nessuna insoddisfazione sessuale e garantiscono, anzi, un miglioramento del desiderio. Le fantasie femminili più ricorrenti, in particolare, sono quelle legate all’atto sessuale con partner presenti o passati oppure sconosciuti e alle relative, ipotetiche o già consumate, posizioni del piacere; ci sono, poi, le scene immaginarie collocate in ambienti differenti dai soliti o in circostanze meno scontate, come, ad esempio, la tanto studiata “fantasia di stupro“.

Può sembrare strano, quasi amorale, eccitarsi immaginando di essere stuprate, motivo per il quale moltissimi psicologi si sono interrogati a lungo sulla questione. Sebbene non ci sia, ancora, una risposta univoca, le ipotesi più accreditate sono due, in antitesi, però, tra loro: c’è, infatti, chi sostiene che dietro questo tipo di gioco mentale ci sia la voglia di deresponsabilizzarsi dall’immaginare del semplice sesso consensuale e chi, al contrario, identifica in quest’immaginario particolare una semplice attitudine positiva alla sessualità e all’eccitamento, senza barriere nè sensi di colpa. Tra l’altro, questo stesso tipo di fantasia può essere catalogata attraverso tre sottocategorie: repulsiva, erotica e repulsiva-erotica, discernendo anche sul tipo di emozione che generano nella donna, cioè, rispettivamente, negative, positive e miscelate.

Quel che è certo, comunque, è che ogni conclusione va tratta contestualizzando le fantasie e le sensazioni scaturenti da esse intorno alla persona che le sperimenta e al periodo storico che sta vivendo: se, a seconda delle fasi della vita, si possono raggiungere conclusioni differenti relativamente ad una sola persona, è facile immaginare quanto questo valga quando le si vuole generalizzare intorno all’intero genere femminile.