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Disturbo di somatizzazione: quando la mente fa ammalare il corpo

Disturbo di somatizzazione: quando la mente fa ammalare il corpo

In generale, tutti sappiamo riconoscere la differenza tra un disturbo psichico ed uno fisico: la divisione appare netta e precisa. Eppure esistono casi in cui il disagio fisiologico è stretta conseguenza di quello mentale, senza avere ragioni anatomo-patologiche.

Quante volte può capitare di sperimentare situazioni per le quali un malessere ci impedisce di partecipare ad una riunione a cui non volevamo andare, di andare a scuola quando eravamo particolarmente preoccupati per una interrogazione, di unirci a una cena di cui avremmo volentieri fatto a meno?

Non si può parlare di provvidenza, di casualità, ma di qualcosa di molto più profondo ed organizzato e, soprattutto, quasi sempre inconsapevole.

Il disturbo di somatizzazione

Si tratta di una eventualità che può coinvolgere chiunque in momenti di particolare stress della vita, ma quando diventa una situazione cronica e, quindi, ripetuta, si parla proprio di disturbo a tutti gli effetti.

In sostanza, chi ne è affetto lamenta sempre un quadro polisintomatico assolutamente slegato da condizioni patologiche a livello fisico e completamente connesso, invece, a una condizione psicologica. Spesso, si tratta di persone che hanno difficoltà a gestire la propria affettività, “sfogando” sul corpo le emozioni che vengono represse nel profondo, non riuscendo a risolvere autonomamente i conflitti interni dilanianti.

I sintomi

In generale le sfere più colpite da questo tipo di fenomeno sono quella gastro-intestinale, quella sessuale, arrivando persino a sintomi pseudo-neurologici. Naturalmente anche banali mal di testa, ma di pancia, diarrea, colite, nausea,dermatiti, orticaria, prurito, sudorazione eccessiva o anche intolleranza ad alcuni alimenti sono effetti che ci si può tranquillamente aspettare da situazioni del genere, in cui l’ansia e lo stress, a qualunque livello, la fanno da padrone, “comandando” il sistema nervoso e generando, quindi, questo tipo di situazioni.

Le categorie

  • Presentazione somatica: è quella classica condizione nella quale la persona presenta una sintomatologia atipica, con disturbi fisici non motivati da patologie accertate se non disturbi dell’umore o d’ansia.
  • Somatizzazione di stato: è un evento di somatizzazione correlato ad eventi stressanti che però non ha ripetizioni eccessive o cicli di regolarità particolari; non vi è associato, pertanto, alcun quadro psichiatrico.
  • Somatizzazione di tratto: è una condizione di disturbo di personalità per la quale i pazienti soffrono di disturbi cronici. La somatizzazione, in questo caso, diventa proprio disturbo di organizzazione delle relazioni personali. Il tutto viene gestito con apprensione, ipocondria, a volte anche con teatralità perché, nel subconscio, tutto quello di cui si ha bisogno è l’attenzione altrui, e si crede di poterla ottenere soltanto così.

Rimedi

Nei casi in cui la somatizzazione è correlata ad eventi stressanti o traumatici ma senza alcuna regolarità, non c’è molto di cui preoccuparsi. L’importante è focalizzarsi sul problema del momento e cercare di risolverlo, internamente, nella maniera più giusta possibile, in modo che mente e corpo si rilassino.

Negli altri casi, soprattutto quando non c’è presa di coscienza e consapevolezza, l’unica cosa che si può fare è cercare di ascoltarsi, di capire come mai si ripetono certi circoli viziosi e, se da soli non si riescono a trovare le forze e le risposte giuste, chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta che potrà fornire un occhio “esterno”, sicuramente anche competente, con cui guardare diversamente e sotto un’altra luce gli eventi che ci “controllano”.