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Dieta Mediterranea

La Dieta Mediterranea è molto più di un semplice regime alimentare, definita patrimonio immateriale dell’Umanità dall unesco, rappresenta un insieme di pratiche, competenze, conoscenze e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola.

Che cos’è la dieta mediterranea?

Spesso la ricchezza è sotto i nostri occhi ma non ce ne accorgiamo, quante volte abbiamo provato l’ultima sensazionale dieta proveniente da qualsiasi paese lontano mille miglia (e non parliamo solo di chilometri ma anche di usi e abitudini) e ci siamo ritrovate con il rimettere velocemente i chili persi? Il segreto di una corretta alimentazione è molto più vicino di quanto crediamo e origina sulle nostre coste, laddove una moltitudine di popoli si sono susseguiti lasciando in eredità alimenti e e costumi. Proprio per questo inizialmente fu difficile studiare l’alimentazione di quest’area; il primo a tracciarne un disegno preciso fu proprio uno statunitense, Ancel Keys, nel suo libro “Seven Country Study”. Dal libro emerge un quadro positivo e salutare, consigliato fermamente dal fisiologo. In particolar modo le abitudini alimentari studiate da quest’ultimo riguardano le aree del Sud Italia e della Grecia, intorno al 1950. Queste aree erano conosciute per la coltivazione di olive e produzione di olio d’oliva, uno dei pilastri della dieta mediterranea.

Ma quali sono gli alimenti principali della dieta mediterranea?
Alimenti di origine vegetale (frutta, verdura, legumi, cereali integrali come pasta e pane, patate), olio di oliva come condimento; carne e pesce moderatamente al pari di uova e latticini e tutto ciò che è di stagione, fresco e che non sia importato. Può sembrare semplice ma il punto è che la dieta mediterranea lo è sul serio, ed è proprio su questo che si basa la sua efficacia. La dieta infatti contiene pochi grassi saturi e un apporto calorico intorno alle 2000 calorie, esse erano in gran parte bruciate grazie al duro lavoro che le popolazioni compivano nei campi.

Dieta Meditarranea

L’importanza delle porzioni
Ancel Keys nel suo Seven Country Study spiega come in ogni dieta sia essenziale creare le giuste porzioni per ogni pietanza. Dagli studi condotti dal fisiologo, ripartì la dieta quotidiana (adottata al tempo) in circa 4 pasti con 22 porzioni di cibo. Premesso che gli individui osservati appartenevano alla classe indigente e adottava un’alimentazione perlopiù povera. Le porzioni erano ripartite in questo modo:

  • Solo 4 consumi di carne rossa al mese
  • 6 consumi di pesce a settimana (pescato giornalmente)
  • 4 consumi di pollo a settimana (pollame casalingo)
  • 5 consumi di olive, legumi e noci a settimana
  • 3 consumi di patate, dolci e uova a settimana
  • 8 consumi di cereali al giorno (divisi tra pane, pasta, riso)
  • 2 consumi di latte e latticini al giorno (molto spesso di produzione propria)
  • 3 consumi di frutta fresca al giorno
  • 6 consumi di vegetali come contorno
  • Olio extravergine di oliva usato come grasso aggiunto (spesso di produzione propria)
  • Quantità moderate di vino, perlopiù durante i pasti.
  • Niente sale, le spezie erano utilizzate al suo posto

Ne risulta una ripartizione bilanciata degli alimenti, che permetteva all’individuo di ricevere tutti i principali nutrienti e al contempo non immagazzinare grassi inutili al corpo. Inoltre la scelta obbligata di consumare carni, uova, latticini e alimenti di produzione propria allontanava il rischio di patologie o consumo di conservanti o prodotti chimici come invece avviene troppo spesso sulle nostre tavole.

La cura ai mali comuni
L’adozione di questo regime alimentare è un toccasana per il corpo, in specifico è un deterrente contro diverse patologie molto comuni odiernamente. Gli studi scientifici compiuti negli anni hanno dimostrato che gli individui che seguono la dieta mediterranea hanno un basso indice di obesità e diabete, la dieta inoltre ha effetti positivi sulla longevità, le patologie cardiovascolari e alcuni tumori (stomaco, rettale, mammario in primis). In ultimo, c’è da dire che essendo la dieta mediterranea povera di grassi è indicata nei casi di ipertensione arteriosa o ipercolesterolemia.
Ovviamente rapportando gli effetti della dieta agli anni attuali, si assiste ad un cambiamento dello scenario a causa di alcune modifiche alle abitudini alimentari. Come il passaggio da cereali integrali a raffinati, consumo di prodotti commerciali prodotti in serie ad alta conservazione, aumento spropositato del sale, utilizzo di bevande alcoliche piuttosto che del vino. Una dieta mediterranea ottimale prevede l’utilizzo di alimenti vicini alla nostra terra e prodotti sani e contadini, qualora si scegliessero le opzioni più veloci e industriali, gli effetti sarebbero meno vividi.

Il patrimonio UNESCO e la dieta mediterranea
Nel 2006, il ministro dell’agricoltura De Castro, iniziò l’iter per proporre all’UNESCO il riconoscimento della dieta come patrimonio. Tale riconoscimento è stato conferito nel 2010 a Italia, Spagna, Grecia e Marocco. Tre anni dopo è stato ampliato anche a Cipro, Portogallo e Croazia.
Nel testo redatto dall’UNESCO si legge quanto sia importante la dieta non solo per il suo apporto benefico ma anche come bagaglio culturale e identità culturale, affermando la sua vicinanza al concetto stesso di amore e famiglia, dove rappresenta un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, includendo le colture, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo. La Dieta Mediterranea è caratterizzata da un modello nutrizionale rimasto costante nel tempo e nello spazio.