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Decori natalizi in anticipo? Hai lo spirito del cuorcontento

Decori natalizi in anticipo? Hai lo spirito del cuorcontento

Natale è ormai alle porte, ma c’è chi si è anticipato, addobbando casa o la propria attività commerciale, in netto anticipo: cosa c’è da sapere sul suo conto, secondo gli esperti?

Il Natale è una di quelle festività che porta le persone a riflettere, a tanti livelli, e che instilla la voglia di fare bilanci, forse perché cade a ridosso di Capodanno e dello “shift” tra un anno e l’altro. Proprio per questo, però, assume in ambito psicologico un ruolo molto importante, perché diventa una “scusa” per essere più felici o, purtroppo, più tristi.

Chi vive il Natale come il “Grinch”…

Chi, infatti, vive situazioni di disagi in famiglia o una condizione legata ad una depressione patologica, non riesce a gioire dell’arrivo di questi giorni di festa ma, anzi, si sente pressato da una sorta di “ansia da prestazione“, legata al fatto che è come se in questi giorni fosse “obbligatorio” essere felici, mentre il contesto di vita, purtroppo, non lo permette.

Non a caso il bravissimo Ron Howard, nel 2000, ha dato vita al personaggio di un libro molto simpatico ma, allo stesso tempo, profondamente stimolante dal punto di vista introspettivo: il Grinch.

Per queste persone gli addobbi diventano metafora e simbolo di qualcosa da evitare, qualcosa che si ha voglia soltanto che passi per non dover ritrovarsele davanti, avendo, poi, altri 365 giorni per smaltirne il peso, a livello inconscio. Purtroppo, anche il numero di suicidi legati alla data del 25 dicembre è sempre piuttosto alto rispetto agli altri giorni dell’anno: questo proprio per il carico emotivo che si investe, in positivo o in negativo, automaticamente, in questo periodo.

… e chi festeggia in anticipo

Al rovescio della medaglia, però, c’è chi comincia ad addobbare casa in netto anticipo sui tempi, dimostrando di non aver aspettato altro per tutto l’anno, dal Natale precedente. Cosa si può dire su queste persone?

Come è facilmente intuibile, la loro situazione psicologica è più stabile, più “felice”, magari non necessariamente nel contesto familiare, che può essere più o meno regolare degli altri, ma a livello personale, interiore.

Secondo Steve McKeown, psicologo fondatore della McKeown Clinic, le decorazioni sarebbero un escamotage anti-stress. Durante l’organizzazione degli addobbi, infatti, la mente si rilassa, si perde nell’atmosfera natalizia e dimentica, per un po’, i problemi legati alla routine quotidiana. Tutto è legato anche al fatto che si rivive un po’ la magia di quando si era bambini, magari condividendo quella sensazione con i propri figli. Ovviamente, però, non si deve mai esagerare: anche in questo ambito così “leggero”, si potrebbe ricadere in ossessioni e manie che poco hanno a che vedere con la stabilità e la felicità.

Inoltre, la psicoterapeuta Amy Morin si è soffermata anche su un aspetto più sentimentale: chi ha perso una persona cara, grazie al Natale può rivivere, anche insieme agli altri, il suo ricordo, raccontando aneddoti e sfogliando vecchie foto. Un modo per continuare a condividere un momento speciale dell’anno con chi non c’è più.

Infine, secondo i sondaggi, chi ama decorare l’esterno della propria casa è assolutamente preso in simpatia da passanti e vicini: un elemento che aiuta, a priori ed in maniera inconscia, nei rapporti sociali.

E voi che approccio avete con il Natale?