YourMag » Ecologia » “Dal piatto alla pianta”: l’economia circolare a chilometri zero
"Dal piatto alla pianta": l'economia circolare a chilometri zero

“Dal piatto alla pianta”: l’economia circolare a chilometri zero

Nell’epoca del riciclo e dell’attenzione all’ambiente, merita sicuramente un po’ di attenzione un libro da poco arrivato nelle librerie, intitolato “Dal piatto alla pianta”. Il nome già dice tutto, vediamo perché!

Viviamo in un momento storico dove, a sentire gli studiosi e gli scienziati di tutto il mondo, fare attenzione al modo in cui viviamo -dalle piccole azioni quotidiane a quelle più grandi- deve diventare l’impegno impellente da parte di tutti, per poter salvaguardare il nostro pianeta.

Raccolta differenziata, incentivi per il riciclo, acquisti consapevoli e tantissimo altro, sono diventati i nuovi must di vita, per cercare di arginare quello che di cattivo è stato fatto dall’uomo fino ad oggi, a volte consciamente e, altre volte, assolutamente in buona fede, ignorando cosa fosse giusto.

In questo scenario assume grande rilevanza anche il riciclo dei rifiuti che fanno parte della categoria dell'”umido”, che possono trovare destinazioni differenti, anche in casa, al di fuori del sacchetto della spazzatura.

Qualche esempio?

Compost

La prima parola che viene in mente, quando si parla di umido, è compost.

Si tratta di un insieme di scarti di questo tipo che vengono raccolti in una compostiera (che, di solito, viene fornita ai cittadini dal Comune, sotto richiesta) che può, successivamente, essere utilizzata come concime per le piante. In questo modo non solo chi ha il pollice verde potrà nutrire il suo terreno con del concime fai-da-te, ma diminuiranno anche i sacchetti da smaltire e, in moltissimi comuni italiani, si potrà anche usufruire di uno sconto sulla tassa sui rifiuti.

“Dal piatto alla pianta”

Un altro utilizzo intelligente di questi rifiuti è suggerito dal libro “Dal piatto alla pianta”, di Luigi Romiti, Terre di mezzo editore.

Si tratta di una sorta di guida in grado di far riciclare semi, sezioni di radici o piante e foglie, proprio partendo dagli scarti di cucina.

Quante volte capita, ad esempio, di ritrovare le cipolle germogliate? Accade anche con l’aglio, le carote, le patate… Se si ha spazio a sufficienza per qualche vaso, si potrà sperimentare il miracolo della natura a domicilio, ottenendo delle piantine nuove da posizionare negli angoli più luminosi, che sia per vezzo ed estetica che per ricreare degli alimenti.

Infatti, il libro tratta nello specifico moltissime piante, radici e semi da cui partire per ricreare un orto casalingo che, per chi ha un balconcino, un terrazzino o un giardino, può diventare anche grande e soddisfacente.

L’idea è quella di coltivare a chilometri zero qualcosa da destinare proprio al sostentamento della famiglia, ottenendo qualcosa di sano, bio (visto che si sconsigliano agenti chimici) e fai-da-te; insomma, qualcosa che non ha prezzo!

L’obiettivo di Romiti è di creare una società capace di tornare al contatto con la terra nel contesto domestico, attraverso semplici e comunissimi attrezzi: un coltello da cucina, vasetti, possibilmente in terracotta, terra, terriccio universale (magari bio), granuli di argilla espansa per il fondo, acqua, cura e un ambiente della casa più luminoso, meglio se balconcino, terrazzino o giardino.

Un’ispirazione che fa sicuramente pensare e assolutamente da sperimentare!