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Cyberbullismo: atteggiamento da non sottovalutare

Cyberbullismo: atteggiamento da non sottovalutare

In Italia, per 8 ragazzi su 10 non è grave insultare e denigrare i loro coetanei via social. Un dato allarmante, che fa capire come il cyberbullismo venga sottovalutato.

A rivelare questi preoccupanti dati è stata una ricerca che, lo scorso anno, il Moige ha condotto con l’Università La Sapienza di Roma. Lo studio ha sottolineato che il cyberbullismo non viene preso sottogamba solo da bambini ed adolescenti, ma anche dai genitori.

Quasi nessuno, infatti, ne percepisce il vero pericolo finché non accadono fatti di cronaca terribili, che riguardano proprio ragazzini che si tolgono la vita perché vessati via social da altri adolescenti.

Cyberbullismo: un pericolo da non sottovalutare, ecco che cosa devono fare i genitori

I ragazzi considerano la violenza su internet non violenza, perché è solo verbale e non fisica. I dati sono veramente allarmanti, poiché si comprende chiaramente che il pericolo non viene inteso come tale: 7 ragazzi su 10 pensano che la vittima non avrà conseguenze, perché gli attacchi riguardano solo l’aspetto fisico, gli atteggiamenti o l’abbigliamento. Inoltre non ritengono grave pubblicare sul web immagini senza il permesso degli interessati. Ecco i consigli dello psicoanalista Giuseppe Maiolo, che svolge attività clinica con adulti e adolescenti ed è formatore degli operatori socio-sanitari e della scuola.

A quale età gli adolescenti diventano vittime di bullismo o cyberbullismo

Le vittime del bullismo o del cyberbullismo possono essere anche bambini molto piccoli. I genitori, sia del carnefice che della vittima, non si rendono conto del pericolo. Quelli di chi commette atti di bullismo, lo considerano semplicemente troppo vivace e capace di cavarsela, quindi non valutano questo comportamento rischioso.

I genitori delle vittime, invece, dicono ai loro figli di comportarsi allo stesso modo e non si rendono conto del loro malessere. Come spiega l’esperto, però: “Non è un aiuto: in questo modo i piccini crescono con l’idea di doversela sempre cavare da soli, e quando diventano vittime vengono stigmatizzati”.

Perché le vittime non chiedono aiuto

Molto spesso le vittime non chiedono l’aiuto dei genitori per due ragioni. Innanzitutto perché sottovalutano il pericolo, che può nascondersi dietro questi atti di bullismo, compiuti attraverso i social network, ma non si confidano anche per il fatto che temono di non essere creduti. Per questo, nella maggior parte dei casi, si tengono tutto dentro con conseguenze molto gravi.

I genitori come possono capire se il figlio è vittima

Quello che deve fare un genitore prima di tutto è osservare il ragazzino, se quest’ultimo ha repentini cambi di umore o inventa delle scuse per non andare a scuola, significa che c’è qualcosa che non va. Se è vittima di bullismo o cyberbullismo, quindi, non si deve sminuire l’accaduto, ma piuttosto è opportuno parlare con gli altri genitori e gli insegnanti.

E’ molto importante anche che i genitori controllino l’uso che i figli fanno di internet, scrivendo magari una specie di “carta delle regole”. Altrettanto importante è renderli consapevoli del grande pericolo di diffondere dati personali e foto sul web. Infine, è necessario parlare onestamente con loro, spiegando chiaramente a quali pericoli vanno incontro se non fanno un uso attento dei social.