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Crescere bambini bilingui: cosa c’è da sapere?

Sono tantissime le coppie miste o le famiglie allargate in cui coesistono più lingue nella stessa abitazione: si tratta di un’occasione da cogliere al volo per i propri bambini, che potranno diventare bilingui senza troppi sforzi.

Come in tutte le cose, soprattutto quelle che riguardano i più piccoli, non bisogna mai adagiarsi sugli allori o sottovalutare gli imprevisti: crescere dei bambini bilingui può essere un processo anche del tutto naturale, ma seguire qualche consiglio, a volte fornito da un esperto, può rendersi necessario, così come evitare di fare errori comuni che potrebbero tradursi in pessime sorprese finali, magari dopo anni di lavoro e dedizione.

“Tutto e subito” non è un’opzione

Nonostante i bambini siano molto ricettivi, imparino in fretta e siano capaci di, letteralmente, strabiliare gli adulti con le proprie capacità cognitive, farsi false speranze è molto sbagliato, perché potrebbe portare a sottovalutare il lavoro da fare e, soprattutto, molte delusioni.

Avere un bambino bilingue significa esporlo in casa a due lingue contemporaneamente, di cui ognuna dovrebbe occupare, secondo gli esperti, almeno il 30% delle sue ore da sveglio: fondamentale, però, è anche comprendere che per essere davvero madrelingua in ambo gli ambiti, bisogna sapere parlare ma anche scrivere in entrambe le lingue, un elemento a cui molti non pensano, focalizzandosi solo sulla “conversazione”.

Quindi, bisogna tenere a mente la parola chiave: “regolarità“.

Non perdere il controllo

Altro tassello del puzzle riguarda gli imprevisti della vita quotidiana che potrebbero mettere a dura prova gli stessi genitori.

Un evento spiacevole e non preventivato, ad esempio, un brutto periodo o una fase particolare vissuta dall’intero nucleo familiare può mettere a dura prova l’attenzione sulla ricerca di questa regolarità: magari si potrebbe finire per prediligere, istintivamente, una lingua all’altra oppure per non badare più, per lungo tempo,  alle abitudini dei propri piccoli; nel caso capitasse, basterà rendersene conto per cercare di recuperare!

In altri casi, ci si potrebbe ritrovare davanti dei ragazzini ostinati, decisi a preferire una lingua piuttosto che un’altra, abbandonando quest’ultima quasi del tutto: cercate di coinvolgerli in progetti simpatici oppure di farli dialogare con nonni ed altri parenti in quella specifica lingua; la componente emozionale potrà fare tantissimo.

Inoltre, se lo ritenete opportuno, potrete sempre organizzare dei viaggi nei luoghi giusti, per affinare le loro conoscenze e fargliele contestualizzare nel luogo d’origine: sarà sicuramente un input estremamente forte per ricreare interesse… e poi, si sa, la memoria dei bambini è elastica!

I vantaggi

Sarebbe superfluo elencare tutti i vantaggi che è in grado di offrire il bilinguismo: innanzitutto, si offre ai propri ragazzi una visione del mondo più allargata in partenza e, inoltre, si avvantaggia la loro esistenza in un mondo sempre più culturalmente contaminato e miscelato; infine, come non considerare l’impatto positivo sul fronte lavorativo, sotto tantissimi punti di vista.