YourMag » Ecologia » Coste italiane a rischio: livello del mare in continuo innalzamento
Coste italiane a rischio: livello del mare in continuo innalzamento

Coste italiane a rischio: livello del mare in continuo innalzamento

C’è chi dice sia per effetto del Global Warming e chi sostiene che sia una evoluzione spontanea del nostro pianeta, ma poco importa: ovunque sia la verità, il livello del mare si sta preoccupantemente alzando, mettendo a rischio anche le coste italiane.

Ghiacciai in scioglimento e livello del mare in continuo innalzamento: se a livello globale se ne parla già tantissimo, qui in Italia c’è da parlarne forse anche più che in altri Paesi, poiché sul nostro territorio molte costruzioni, anche importanti, sorgono a pochi metri dal mare.

Le preoccupazioni

Fabio Raicich dell’Istituto di Scienze Marine del Cnr ha dichiarato: “Dalla fine del 19° secolo, su scala globale e anche nel Mediterraneo, si è osservato un aumento del livello medio marino di 15-20 cm“.

Numeri di non poco conto se si tiene in considerazione la distanza minima dalle coste, per alcune infrastrutture fondamentali, come l’aeroporto di Fiumicino (protetto da idrovore, dighe e opere varie che, in futuro, andranno potenziate per scongiurare allagamenti).

Ecco perché, attraverso dei modelli matematici, sono state condotte delle simulazioni che hanno portato a svariati scenari futuri, tra cui due, in contrapposizione: uno spiccatamente ottimistico e l’altro pessimistico. Nel primo caso le emissioni di gas serra sarebbero in diminuzione rispetto ai valori odierni, con un aumento del livello medio marino tra 26 e 55 cm rispetto alla fine del 20° secolo; nel secondo, invece, i numeri sarebbero decisamente meno incoraggianti, toccando le soglie dei 45 e 82 cm.

Le aree a rischio allagamento, in Italia, sarebbero 33. Si tratta di zone che si trovano già adesso a livello del mare, o poco al di sotto (Fiumicino, ad esempio, è costruito su un’area che già adesso si trova a meno uno), e gran parte della costa emiliana-romagnola, veneta, friulana e della laguna di Venezia desterebbero le maggiori preoccupazioni.

I rischi

Il rischio allagamenti è solo una parte del problema. C’è anche da considerare, infatti, come asserisce Luigi Tosi dell’Istituto di Scienze Marine (Ismar) del Cnr,  che “l’aumento del livello del mare porta non solo a inondazioni e allagamenti, ma anche all’intrusione di acqua salata negli acquiferi. Questo si sente per decine di chilometri di distanza dalla costa: l’acqua salata entra negli acquiferi, nelle falde e, addirittura, arriva in piena campagna e contamina anche i suoli“.

Quindi, entro il 2100 (termine entro il quale si sono studiate le simulazioni), oltre ad avere un cambio della linea della riva causato dagli allagamenti di tratti della costa, ci sarebbero anche grossi problemi legati alle coltivazioni, all’acqua potabile e alle falde acquifere.

Le soluzioni

Fabrizio Antonioli, ricercatore Enea-Dipartimento Sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali, visibilmente in allerta e preoccupato dai numeri, seppur ipotetici, usciti fuori dalle ricerche, ha dato un suo parere quasi sibillino: “Noi i numeri li abbiamo dati (…)E’ urgente cominciare a capire quello che si deve fare. E’ difficile spostare le città in due anni, è più facile programmare“.

Come dargli torto?