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Coca Cola Babbo Natale

Così la Coca Cola ha cambiato l’immagine di Babbo Natale

Se la Coca Cola company non avesse mai aperto i battenti, Babbo Natale, oggi, sarebbe ancora come tutti pensavano fosse più di un secolo fa: un elfo magro e molto alto, vestito come un cacciatore norvegese, che se ne andava a zonzo con indosso una pelle d’animale per scaldarsi e, sotto, un abito simile a quello che sono soliti portare i vescovi.

È merito dell’azienda, quindi, se Santa Claus, adesso, ha un’immagine molto più adatta alla generosità che caratterizza il suo mito: quella di un uomo anziano, un nonno se vogliamo, paffuto e sorridente, con le guance perennemente rosse, gli occhiali, il vestito rosso e uno spesso cinturone nero in vita. Un personaggio il cui aspetto venne completamente stravolto a scopi pubblicitari, affinché rispondesse meglio alle esigenze e ai gusti di un’azienda che ancora non era il colosso che è diventato nel ventesimo secolo.

L’elfo in miniatura dei disegni di Nast

Le prime immagini stampate di Babbo Natale risalgono al 1862 e portano la firma del vignettista Thomas Nast. L’artista, partendo dal fatto che, secondo l’immaginario collettivo, Santa Claus era un elfo, mantenne fede alla tradizione. Solo che, invece di raffigurarlo come uno spilungone, lo disegnò un po’ più piccolo. Nell’arco dei trent’anni successivi apportò varie modifiche al suo bozzetto originale, cambiando, di volta in volta, qualcosa: se il suo mantello era inizialmente marrone diventò, col tempo, d’un rosso brillante e più gioioso. Il colore che, ancora oggi, viene solitamente accostato alla figura di colui che vien dalla Lapponia per dispensare doni e gioia in tutto il mondo.

Mizen e Sundblom lo hanno trasformato in un uomo

Il personaggio di Thomas Nast, nel 1920, ispirò un nuovo modo di raffigurare il personaggio. Aveva sempre lo sguardo severo e il corpo ossuto, ma non era più un elfo. Era un uomo in carne ed ossa, che si rifocillava con una bella coca cola in mezzo alla folla. Fu, questa, una delle campagne pubblicitarie di The Coca-Cola company più acclamata di sempre, per la cui realizzazione era stato coinvolto un altro grande vignettista del secolo scorso, ovvero Fred Mizen. Inizialmente pensata per sponsorizzare quello che all’epoca era il più grande distributore di bevande di tutto il mondo, diede il la a molte altre pubblicità successive. Il personaggio, così come lo aveva rappresentato Mizen, venne usato per una decina d’anni. Nel 1931, tuttavia, l’azienda avvertì l’esigenza di introdurre qualche novità che potesse calamitare l’attenzione dei potenziali clienti. E allora, Archie Lee, che si occupava degli aspetti legati al marketing, s’inventò un Babbo Natale nuovo di zecca: chiese ad Haddon Sundblom, disegnatore di grande esperienza, di dare vita ad un Santa Claus che sembrasse più in salute, e quindi paffuto e sorridente. Cambiò la sua espressione e cambiarono anche i suoi vestiti, sempre più simili a quelli che indossa oggi. La nuova immagine di Babbo Natale riscosse un successo incredibile e forse inaspettato, tanto che la Coca-Cola company pensò bene di cavalcare l’onda e di lanciare sul mercato dei gadget a tema. Oggetti che, ancora adesso, sono richiestissimi dai collezionisti di tutto il mondo. Il Santa Claus di Sundblom, per il cui aspetto fisico il disegnatore s’ispirò ad un suo amico pensionato, era ormai diventato un mito.