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Coppia: amore non fa rima con cuore ma con cervello

Coppia: amore non fa rima con cuore ma con cervello

Chi credeva che amore facesse rima solo con cuore deve ricredersi ed a smentirlo è la scienza. Uno studio pubblicato su “Nature”, infatti, afferma che amore fa anche rima con cervello.

Ad essere onesti questa rima un po’ stona ma, secondo i ricercatori del Centro Silvio O. Conte per l’Ossitocina e la cognizione sociale dell’Emory University, c’è un forte legame tra l’amore e due zone del cervello.

I neuroscienziati hanno scoperto l’esistenza di un collegamento nervoso che rende più forte la comunicazione tra le aree associate ai circuiti della gratificazione e del piacere. Maggiori sono l’intensità e la forza di questa comunicazione, maggiore è pure la solidità del rapporto di coppia.

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Esiste, dunque, una connessione cerebrale che genera l’amore e si trova tra due parti del cervello che sono responsabili, rispettivamente, della gratificazione e del piacere (il nucleo accumbens, in cui si concentrano appunto piacere e gratificazione, e la corteccia prefrontale, dove c’è l’area delle decisioni). Ma come si è arrivati a questa conclusione?

Lo studio scientifico

Lo studio portato avanti dalla “Emory University” ha analizzato il comportamento delle arvicole della prateria, che sono dei piccoli roditori. In particolare è stato studiato il comportamento delle femmine ed è stato scelto proprio questo animale perché è monogamo (come gli esseri umani) e tende a creare legami permanenti e duraturi con il partner. Inoltre, come ha spiegato l’autrice della ricerca, Elizabeth Amadei, sarebbe stato molto complicato studiare il legame di coppia tra uomo e donna, mentre grazie alle arvicole della prateria è stato tutto più semplice. Grazie alle femmine di questi roditori, infatti, si è potuto scoprire per la prima volta come funziona “il  sistema di ricompensa del cervello chiave per questi sentimenti”.

Come funziona

I ricercatori hanno anche evidenziato quanto sia importante l’attività di questo circuito corticostriatale nel cervello perché, quando hanno utilizzato degli impulsi luminosi per aumentare la comunicazione tra le aree della gratificazione e del piacere, le femmine delle arvicole si sono dimostrate più attente nei confronti dei loro compagni maschi. Per finire, lo studio pubblicato sulla rivista scientifica “Nature” ha dimostrato che l’intensità della forza di tale comunicazione cerebrale rivela quanto più velocemente una arvicola della prateria si può legare al suo partner. Insomma, la forza della comunicazione tra queste due aree del cervello è direttamente proporzionale alla rapidità con cui si instaura il “feeling” amoroso tra l’arvicola femmina e l’arvicola maschio. 

Anche il sesso rafforza questa connessione cerebrale

Anche il sesso, però, ha la sua parte. Lo studio universitario, infatti, ha dimostrato che il primo rapporto intimo rafforza ancora di più la connessione cerebrale. La “prima volta” determina anche quanto velocemente si riavvicineranno il maschio e la femmina.