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Congedo parentale: in Italia pochi padri ne usufruiscono

Congedo parentale: in Italia pochi padri ne usufruiscono

La legge italiana prevede che i padri possano usufruire di due giorni di congedo parentale obbligatorio, oltre ad altri giorni facoltativi in un certo arco di tempo, ma sono sempre pochi quelli che se ne servono.

I padri italiani, infatti, quasi sempre rinunciano non solo a questi due giorni di congedo obbligatorio, ma anche agli 11 mesi di congedo facoltativo da dividere con la madre e da prendere entro i sei anni del bambino. Lo fanno non per motivi culturali, ma soprattutto per motivi economici, perché i lavoratori che ne usufruiscono ricevono solo il 30% dello stipendio.

E’ naturale che rinunciare a quasi tutto lo stipendio non sia fattibile per una famiglia, e così si opta per la soluzione meno gravosa. In Italia ad utilizzare il congedo parentale sono quasi sempre le donne, che generalmente hanno stipendi più bassi degli uomini e quindi in questo modo le famiglie perdono meno dal punto di vista economico.

Congedo parentale: cosa accade negli altri Paesi?

Questa tendenza italiana, però, non fa bene né ai figli né ai padri, che non possono costruire un rapporto forte fin dai primi anni, né alle madri. L’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha infatti evidenziato che se padre e madre chiedessero il congedo parentale con uguale frequenza, il datore di lavoro, al momento dell’assunzione, non avrebbe alcun preconcetto nello scegliere una donna, diminuendo così le discriminazioni sul lavoro che esistono ancora oggi. Nel resto d’Europa, invece, la situazione è molto diversa.

L’Italia è il fanalino di coda in Europa

Nel resto dell’Europa, invece, è normale che un padre si serva di questa agevolazione al posto della madre. Ciò dipende soprattutto da condizioni molto più favorevoli, che fanno sì che un padre non sia costretto a rinunciare al congedo parentale. “Nelle società nordiche la famiglia è meno presente, anche per questo lo Stato è pronto ad intervenire. Di certo uomini più attenti in famiglia sono anche migliori sul posto di lavoro”, a dirlo è Stefano Florio, promotore di un progetto milanese di sostegno alle famiglie ai margini. In Paesi come la Svezia o la Germania, infatti, le condizioni sono nettamente più favorevoli. Nel Paese scandinavo i lavoratori ricevono l’80% dello stipendio e hanno 13 mesi a disposizione; mentre in Germania il 65% e possono assentarsi per 12 mesi (da dividere con la madre del bambino).

Qualcosa si muove anche in Italia

Anche se nel nostro Paese le condizioni non sono quelle degli stati del Nord Europa, qualcosa sembra muoversi. Secondo gli ultimi dati dell’Inps di cui si è a conoscenza, quelli relativi a due anni fa, i padri che chiedono il congedo parentale sono in aumento, tanto che tra i lavoratori dipendenti nel settore privato sono stati 5.432 nel 2013, 8.131 nel 2014 e 9.582 nel 2015.