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donna licenziata triste

Come affrontare un licenziamento

Ricostruirsi dopo un licenziamento è possibile, anzi, obbligatorio, ma bisogna imparare a lavorare sulla resilienza, sull’autostima, sulle proprie capacità: una brutta notizia può trasformarsi in una nuova opportunità ma anche in una grande fase di crisi.

Non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.
Chi supera la crisi supera se stesso senza essere “superato”Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e da più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenzaL’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie d’uscita.
Senza la crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia.
Senza crisi non c’è merito. È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lieve brezze. Parlare di crisi significa incrementarla e tacere nella crisi è esaltare il conformismo, invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla“. Era così che vedeva la crisi, Albert Einstein: come una prova da superare, un’occasione di crescita, uno stimolo per fare ancora, e farlo meglio, al massimo delle proprie possibilità e aspirazioni; in una parola, superandosi.

In un momento storico come questo, dove in Italia per molti il lavoro non è più sentito né come una certezza né come un diritto, ma quasi come un lusso, riesce davvero difficile pensare di poter “sopravvivere” ad un licenziamento; e la parola non è scelta a caso, visto che non sono stati pochi gli italiani che hanno deciso di farla finita dopo aver perso il lavoro di una vita. Questo perché cominciano a concatenarsi una serie di emozioni e conseguenze che possono davvero avviare il vortice nero della depressione.

Appellarsi alla resilienza

Essere licenziati non fa mai un bell’effetto, esattamente come non lo fa essere lasciati: quand’anche si trattasse di contesti già negativi e al limite della sopportazione umana, sentirsi “non indispensabili” e, anzi, fatti fuori da qualcuno, intacca sempre un po’ l’autostima e la propria sicurezza.

C’è, però, da tener presente che sebbene siano cambiate molte carte in tavola nel mondo del lavoro, rapportandoci a qualche decina di anni fa, è pur vero che oggi ci sono molte più occasioni differenti, opportunità da cogliere, piccoli e brevi step che possono collegarsi tra loro e diventare importanti caselle da riempire sul curriculum per andare avanti e crescere sempre di più. Inoltre, sono tantissimi i corsi di formazione che lo Stato mette a disposizione per disoccupati ed inoccupati, a titolo completamente gratuito, rilascianti anche un attestato di partecipazione che può fare la differenza in un futuro colloquio.

Il segreto, quindi, è cercare di non prendere tutto troppo sul personale ma reinventarsi:

  • lavorando sulla propria autostima;
  • investendo sulla propria preparazione, seguendo corsi e facendo nuove esperienze;
  • scegliendo di sostituire il panico e la sensazione di umiliazione con la voglia di rivalsa e di uscirne a testa alta.

A volte è proprio dal modo in cui si reagisce agli eventi che si prepara il terreno per il futuro, continuando a nutrire in maniera sana non solo i rapporti con amici e familiari, ma anche quelli con ex colleghi: avere una rete di contatti funzionale può essere importantissimo.

Allo stesso modo, anche aprire un profilo LinkedIn può essere utile, per mettersi in gioco.

Insomma, le vie per incamminarsi verso un nuovo percorso sono infinite, magari tortuose e faticose, ma pronte a regalare, con un po’ di pazienza, anche grandi soddisfazioni.