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Christmas Blues: l'altra faccia del Natale

Christmas Blues: l’altra faccia del Natale

Negozi, strade, case e ristoranti scintillano di un nuovo luccichio donato dagli addobbi natalizi che ormai invadono un’infinità di città, lungo tutto il globo. Eppure quest’atmosfera, per alcuni, non riesce a regalare altro che malinconia.

“All I Want For Christmas Is You” cantava una giovane Mariah Carey nell’ormai lontano 1994, dando vita ad un evergreen che si sarebbe riproposto, insieme alle allegre canzoni del collega Michael Bublé, ogni Natale a venire.

Un’atmosfera, quella natalizia, che si è sempre distinta per il suo carattere gioioso, carico di attesa e di aspettative, che invade gli animi di tutti, dai più piccoli agli adulti. Eppure, non tutti vivono questo periodo dell’anno con la stessa spensieratezza, per una serie infinita di motivi che proveremo ad analizzare.

Malinconia e stress: quando le festività assumono valenza negativa

Chi non riesce a gestire ansia e stress da prestazione, potrebbe ricadere nella procrastinazione e nell’impiego sbagliato del tempo, ad esempio, ritrovandosi a dover comprare e scegliere tutti i regali in una volta sola… e combinando spesso pasticci. L’ideale, per non ricadere sempre negli stessi errori, è buttare su carta una lista di idee in anticipo, in modo da andare a colpo sicuro, quando poi si dedicherà qualche giornata allo shopping natalizio.

C’è però un’altra faccia, decisamente più triste e malinconica, che assumono le festività, in alcuni casi. Persone provenienti da famiglie problematiche, dove l’unione non è certo la qualità distintiva del nucleo, oppure che vivono lutti recenti o devastanti, da cui è impossibile riprendersi “per festeggiare”, perché, per loro, c’è ben poco da celebrare, ugualmente a chi ha subito incidenti, imprevisti gravi e tantissimi altri eventi traumatici che la vita potrebbe aver avuto il cattivo gusto di proporre proprio nei giorni precedenti questo periodo dell’anno.

In molte di queste dimensioni e realtà l’aspettativa della “perfezione” a cui si dovrebbe aspirare diventa un ulteriore motivo per abbattersi, per rendersi conto di quanti problemi ed ostacoli ci siano per dare vita a festeggiamenti davvero memorabili e gioiosi, come tradizione vorrebbe.

D’altro canto, non è una novità che soggetti inclini alla depressione acuiscano i propri sintomi proprio durante giorni come questi, fino ad arrivare anche a compiere gesti estremi proprio nelle ore culminanti: il numero di suicidi durante Natale e Capodanno è sempre più alto rispetto a tutti gli altri giorni dell’anno, a livello statistico.

Allo stesso modo in cui, per chi vive momenti equilibrati di vita, la valenza assunta da queste giornate è assolutamente positiva, per chi si ritrova in periodi e fasi difficili della propria esistenza, gli stessi giorni si caricano negativamente.

Cosa fare con chi vive il Christmas Blues

Sicuramente l’approccio migliore da impostare con queste persone deve essere rilassato: nessuna costrizione, nessun consiglio da seguire, nessun “io farei così. Chi vive un dolore o un disagio potrebbe sentirsi talmente depresso da non volerne nemmeno parlare, e sentire una pressione esterna non farebbe altro che peggiorare questo stato di cose.

La verità è che non si può costringere nessuno a divertirsi o a lasciarsi andare, se non c’è convinzione personale vera: anche la presenza fisica a qualche evento non assicurerebbe che la mente non stia lievitando in qualche sensazione o pensiero malinconico. 

Per qualcuno le feste sono soltanto giorni che è meglio passino il più in fretta possibile… ed è giusto rispettare anche questa visione delle cose.