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"Chi ha paura del cibo cattivo?" - Un'indagine rivela il rapporto degli italiani con la sostenibilità

“Chi ha paura del cibo cattivo?” – Un’indagine rivela il rapporto degli italiani con la sostenibilità

Bologna Award ha condotto un’indagine interessantissima sulle abitudini e gli stili di vita degli italiani, in tema sostenibilità. Ne è emersa una coscienza collettiva, in merito, molto informata ed attiva.

Degli italiani e delle loro abitudini non sempre se ne parla bene, eppure le statistiche emerse dallo studio condotto da Bologna Award, in tema sostenibilità, parlano chiaro: 7 italiani su 10, infatti, conducono la propria esistenza dando grande importanza all’ambiente, alla salvaguardia del pianeta e al riciclo, facendone un vero e proprio stile di vita.

“Chi ha paura del cibo cattivo?”

In occasione del lancio di Bologna Award 2017, infatti, è stata condotta un’indagine statistica che ha riguardato gli stili di vita degli italiani, svelando particolari interessanti sul senso di coscienza collettiva che c’è in materia sostenibilità.

La ricerca, con il nome di “Chi ha paura del cibo cattivo? Gli italiani e la sostenibilità“, è stata realizzata da Nomisma, grazie alla promozione di Bologna Award – Caab, del Centro Agroalimentare con Fondazione Fico, della Fondazione Enpam e di Unitec.

Andrea Segrè, presidente Caab, oltre che della Fondazione Fico per l’Educazione Alimentare e alla Sostenibilità, si è detto molto fiero di questo studio e, soprattutto, dei risultati che ne sono emersi: “Monitorare i comportamenti è il primo passo per favorire una svolta culturale e negli stili di vita e di acquisto. “Chi ha paura del cibo cattivo?” ci spiega che è cresciuta l’attenzione all’ambiente, così come alla salubrità del cibo“.

Dal canto suo, Angelo Benedetti, presidente Unitec, ha ribadito l’importanza dell’utilizzo della tecnologia a servizio dell’ecologia e dell’uomo: “Le tecnologie Unitec consentono di destinare le differenti classi di qualità di frutta e verdura al mercato più idoneo, in funzione di sapore, grado di maturazione, dolcezza, durezza, forma, colore, calibro, ecc… Questo permette di evitare il deterioramento di frutti perché destinati al mercato sbagliato (come ad esempio il “mischiare” frutti con diversi gradi di maturazione) e mette le centrali ortofrutticole nelle condizioni di differenziare i canali di offerta in funzione dei diversi parametri di qualità, facendo arrivare a ciascun consumatore il suo “frutto perfetto”, senza sorprese“.

Le statistiche

Riguardo la parola “sostenibilità”, la maggioranza degli italiani nutre ancora parecchi dubbi sul suo reale significato: solo 1 italiano su 4, infatti, si dichiara ferrato sull’argomento, mentre il resto rimane diviso tra chi conosce il termine, ma non sa esattamente cosa intenda e chi dichiara di ignorarne candidamente il concetto.

Il tema ecologico della sostenibilità, inoltre, pare sia al centro delle maggiori preoccupazioni degli italiani, posto tra i grandi interrogativi attuali riguardanti l’immigrazione, la scena politica, il terrorismo e la disoccupazione; insomma, una posizione in classifica di tutto rispetto.

In più, oltre a cercare informazioni sulla produzione biologica e sui diretti produttori, c’è molta attenzione anche alla manifattura del packaging, preferendo materiali che siano biodegradabili o riciclabili.

Dalla ricerca è emersa anche una grande fiducia nei prodotti nazionali, sicuramente superiore, e di molto, rispetto a quella riservata per beni importati da altri Paesi.

Ma come fanno la spesa gli italiani?

Sembra che la caratteristica più importante che debba rispettare un prodotto sia l’origine italiana (41%), andando poi alla ricerca di informazioni dettagliate tramite le etichette, controllando la qualità della materia prima (39%), la tabella delle calorie (14%) e il processo produttivo (5%).

Nonostante tutto questo, però, il 78% degli italiani si basa ancora, maggiormente, sul rapporto qualità/prezzo. I prodotti biologici spesso sono troppo costosi per essere eletti automaticamente “prima scelta”, anche se si stanno facendo passi in avanti anche in questo senso, grazie ad un impegno crescente delle aziende nel fornire prodotti di qualità, spesso riservati anche ad intolleranti, vegetariani e vegani, mantenendo prezzi accessibili.

Insomma, prezzo, comodità e qualità, al momento, per la maggioranza degli italiani, devono andare a braccetto per garantire l’acquisto.