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Cattive abitudini in ufficio: quali sono i risvolti positivi?

Cattive abitudini in ufficio: quali sono i risvolti positivi?

Il posto di lavoro è un luogo particolare, non è “casa”, ma è comunque una parte importante delle nostre giornate, in cui spendiamo molte ore alla settimana. Proprio per questo, spesso, maturano cattive abitudini che diventano difficili da sradicare. E se anche loro nascondessero qualche lato positivo?

Sia chiaro, non ci sono scuse per comportarsi male sul lavoro, soprattutto quando la cosa implica poco impegno o maleducazione. Ma ci sono alcuni aspetti che possono essere messi sotto la lente d’ingrandimento per essere analizzati… svelando interessanti rovesci della medaglia.

Scrivania disordinata

Si dice che la personalità si rifletta nel modo in cui organizziamo e disponiamo gli oggetti: possiamo essere maniaci dell’ordine e della perfezione, al limite dell’ossessivo-compulsivo, o disordinati da far mettere le mani nei capelli a chiunque passi davanti alla nostra scrivania.

In quest’ultimo caso, secondo una ricerca svolta dall’Università del Minnesota, ci sarebbero dei vantaggi; quali?

Scopriamolo direttamente dalle parole della psicologa Kathleen Vohs: “Essere in una stanza sottosopra stimola la creatività. Gli ambienti disordinati danno un senso di rottura, ci fanno percepire di poter infrangere le regole, il che produce un senso di libertà positivo che genera nuove intuizioni. Al contrario, gli ambienti perfettamente in ordine incoraggiano a rimanere dentro certi confini, a rispettare la tradizione e essere convenzionali“.

Inoltre, c’è un’altra abitudine che a qualcuno può dar fastidio e far saltare i nervi: quella di sospirare. A volte è difficile anche rendersene conto, finché non lo fanno notare gli altri, ma ci sono giorni, periodi o proprio modi di porsi che sono… pieni di sospiri!

Gli psicologi dell’Università di Oslo hanno trovato un buon rovescio anche in questo: “L’atto di sospirare trasmette due messaggi. Per prima cosa che c’è qualcosa che non va, una discrepanza tra come vorremmo che fosse e com’è invece la realtà. Il secondo messaggio implica un senso di accettazione, qualcosa che dobbiamo lasciare andare“. In sostanza, il sospiro sarebbe come una sorta di “ricarica”, che permette di ripartire da zero e ricominciare.

Mangiare… lontano dal galateo!

Mangiare in maniera maleducata, senza attenzione e riguardo per se stessi e per gli altri, non è, sicuramente, un bel vedere.

Salse e avanzi che cascano sugli appunti o sulla scrivania di qualcun altro, di certo non sono l’ideale, anche perché, come ha dimostrato uno studio condotto dall’Università di Berkeley, le cattive abitudini, in questo caso, sono correlate alla percezione del proprio potere. In un semplice esperimento, basato sulla presenza di un leader casuale scelto in un campione di persone che dovevano soltanto mangiare dei biscotti, si è scoperto, infatti, che chi era “al comando” si sentiva più libero di mangiare in maniera sguaiata, masticando rumorosamente o a bocca aperta. E qui, in effetti, di lati positivi ce ne sono ben pochi!

Ritardatari cronici

Una chicca, però, riguarda i ritardatari perenni: per quanto le loro abitudini possano essere deleterie, in molti casi, e fastidiose per chi della puntualità fa uno stile di vita, gli studiosi hanno scoperto che chi soffre della “sindrome del ritardo” è un’ottimista per natura, qualcuno che calcola male gli spazi temporali solo perché crede di poter fare tutto in un tempo inferiore a quello necessario, senza prevedere intoppi ed imprevisti… come se, in fondo, pensasse che andrà tutto bene e secondo i piani. Come ci si può arrabbiare con una persona così? D’altro canto chi pensa positivo è anche chi rende meglio sul lavoro e nella vita in genere!