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Casa: arriva l'assistente virtuale Ikea

Casa: arriva l’assistente virtuale Ikea

Chi pensa all’Ikea solo come al colosso di mobili e complementi di arredo realizzati in legno o in materiali naturali, deve ricredersi. Dietro c’è anche molta tecnologia.

Il famoso marchio svedese, infatti, ha cominciato a studiare con più attenzione l’intelligenza artificiale che, presto, potrebbe essere presente nei suoi prodotti per l’arredamento della casa.

A breve una sorta di assistente virtuale potrebbe essere la marcia in più dei mobili targati Ikea. Un mix perfetto, dunque, tra tradizione ed innovazione.

Casa: Ikea introduce l’intelligenza artificiale nei suoi mobili

Per l’Ikea, però, questo non non sarebbe il primo tentativo di esplorare il mondo della tecnologia in modo più approfondito. Il brand ha infatti commercializzato l’illuminazione smart controllata da remoto e le ricariche wireless ed ora sta sondando il campo dell’intelligenza artificiale da inserire nei suoi mobili ed arredi.

Il sondaggio

L’Ikea ha preso molto sul serio questo nuovo obiettivo e ha così coinvolto tutti i suoi clienti, ma non solo, in un sondaggio online per capire cosa ne pensano dell’intelligenza artificiale, e qual è il loro approccio con essa. Il questionario si intitola “Do you speak human” e vuole scoprire, attraverso una serie di domande, quali caratteristiche deve avere l’assistente virtuale ideale.

Le domande del questionario Ikea

Le domande che compongono il questionario del marchio svedese sono di vario tipo. Ci sono quesiti che riguardano aspetti base dei dispositivi intelligenti e che Ikea vorrebbe mettere dentro i suoi mobili, come il sesso (“Deve essere maschio o femmina?”). Le domande, però, riguardano anche il “rapporto” tra il consumatore e l’assistente virtuale e, così, viene chiesto: “Dovrebbe dare la sensazione di essere una macchina, o serve lo human touch?”. E non tralasciano le questioni etiche e quelle legate alla privacy. Gli ideatori che stanno dietro al progetto dell’intelligenza artificiale applicata all’arredamento, infatti, ritengono importante capire, per esempio, se il dispositivo deve rispecchiare i valori etici dell’utente o se deve essere religioso o, ancora, se deve raccogliere i dati di chi lo usa per migliorare le sue prestazioni. A quest’ultima domanda che riguarda un tema molto sentito, soprattutto negli ultimi anni, quello della riservatezza dei dati, le risposte sono: “sì”, “no” e “solo quando anonimi”.

I risultati

Le risposte del sondaggio vengono aggiornate costantemente, così sul sito dell’Ikea si possono leggere i risultati via via che il questionario viene compilato. I risultati raccolti sul sito al momento della stesura di questo articolo, indicano che il 75% di quelli che hanno partecipato desidera una intelligenza artificiale con caratteristiche umane, di genere neutro (68%) e che rispetti tutti i valori e le visioni della vita (68%). Altrettanto alte le percentuali di chi la vuole atea (72%), che aiuti ad evitare gli errori (77%) e che anticipi le necessità dell’utente (67%). Infine per il 53% deve conservare i dati per perfezionarsi e per il 44% deve assistere ed obbedire.