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Buoni propositi: perché è così difficile realizzarli?

Buoni propositi: perché è così difficile realizzarli?

Quando un anno nuovo inizia, inevitabilmente, ci si ritrova a fare bilanci e, in base ai personalissimi risultati che ne traggono, a caricarsi di buoni propositi che poi, molto spesso, finiscono per restare solo parole pronunciate in un momento di riflessione. Come mai?

I buoni propositi non sono una novità per nessuno eppure, sebbene ogni anno sembrino essere sinceri, genuini, ready to go, non riescono quasi mai a trovare la strada per diventare reali. Un po’ come ogni nuovo amore, che sembra diverso dai precedenti e carico di nuove potenzialità… finché dura.

In effetti, ci sono sentimenti e sensazioni che paiono rinnovarsi ogni volta che fanno capolino nella nostra vita, senza, però, riuscire a trovare la forza di concretizzarsi. E lo sappiamo bene: la maggior parte dei buoni propositi che ci fissiamo restano tali, esattamente come è altamente probabile che, in molte delle nostre relazioni amorose, si verifichino gli stessi schemi con una precisione quasi inquietante.

Da cosa dipende tutto questo e cosa possiamo fare per dare una svolta differente alle cose?

Non è il “cosa” ma il “come”

Potrà sembrare scontato, ma la verità è che se nulla si fa per cambiare le cose, nulla cambierà mai.

Com’è facile immaginare, la responsabilità del futuro di ogni accadimento è, in gran percentuale, dipendente anche da noi stessi e dal nostro approccio ad esso.

È molto probabile, ad esempio, che nello schematizzare mentalmente tutti i propositi per il nuovo anno, ci si faccia prendere dall’entusiasmo, dall’adrenalina. Sensazioni capaci di nutrire esplosivamente soltanto un lasso di tempo molto breve, destinato a sfumare successivamente. L’ideale, invece, è porsi un obiettivo, salire metaforicamente un gradino alla volta della scalinata e ritrovarsi pian piano alla cima.

Un altro errore comune è quello di lasciarsi abbattere da una perdita della “sfida” o, in ogni caso, da una sconfitta. Bisogna sempre ricordare che la vita stessa non ci è data per scontata ed è una continua incognita su cui noi investiamo, senza rendercene conto, ogni giorno, tutto quello che abbiamo. Cambiare l’ottica da “perdere”/”vincere” a “tentare”/”acquisire nuovo bagaglio di esperienze” può realmente offrire un punto di vista diverso per affrontare anche momenti difficili. L’obiettivo deve essere una meta da raggiungere, non un’aspettativa da rispettare, non bisogna mai dimenticarlo.

Sforzo e sacrificio

Un altro tassello importante del puzzle riguarda l’impegno e la passione.

Viviamo in un’epoca di pigrizia, sicuramente fomentata dalla digital era: un video può essere bloccato al quinto secondo e un post abbandonato alla terza parola, se non suscitano particolare interesse. Questo atteggiamento si sta trasferendo, nostro malgrado, anche nella vita di tutti i giorni e sono tantissimi, soprattutto i giovani, a vivere secondo standard un po’ troppo legati al “tutto e subito“. Ma nulla che valga la pena di essere ottenuto è privo di ostacoli che, per essere superati, necessitano di impegno, dedizione, sacrificio. D’altro canto, c’è forse soddisfazione più grande di quella di raggiungere un obiettivo contando solo sulle proprie forze?