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Bullismo: quando i figli imparano dai genitori

Bullismo: quando i figli imparano dai genitori

Il bullismo è diventato, ormai, una vera e propria piaga, che colpisce ragazzini sempre più piccoli. Ma cosa c’è dietro questi adolescenti? Come sono i loro genitori?

Qual è il loro ruolo? Senza dubbio i bambini non nascono bulli ma, in genere, portano fuori quello che vedono e vivono nelle loro famiglie.

I figli che, tra le pareti domestiche, vivono situazioni di prevaricazione e prepotenza, nella maggior parte dei casi diventano carnefici. Se, invece, a casa sono sempre protetti, anche in maniera esagerata, tendono a diventare vittime.

Bullismo: le responsabilità dei genitori quando i figli sono bulli e quando sono vittime

Gli adolescenti, dunque, nella maggior parte dei casi, sono lo specchio dei comportamenti dei genitori. Per questo motivo il loro esempio è fondamentale e, certamente, andrebbe analizzato meglio.

Sostanzialmente i genitori si dividono in due categorie: i genitori bulli e i genitori chiocce. Entrambe non fanno bene alla crescita dei piccoli e, per questo, è fondamentale che guardino con attenzione i loro figli, provando a cambiare il loro modo di agire, qualora notassero delle sofferenze. Anche l’aiuto di un esperto può servire a creare un ambiente accogliente e di supporto in famiglia.

I genitori bulli

Questa categoria, inevitabilmente, fa crescere bambini e adolescenti bulli. Genitori di questo tipo hanno con i loro figli un rapporto di prevaricazione, confondendolo con un corretto e giusto sistema educativo.

Questo accade perché anche loro, nella loro infanzia, hanno vissuto una relazione di questo genere con i loro genitori.

Esistono due tipi di bullismo genitoriale: il bullismo diretto e quello indiretto. Il bullismo diretto presuppone punizioni fisiche, ma anche l’isolamento o la negazione del cibo; mentre nel bullismo indiretto si ritrovano quei comportamenti che portano a sottomettere psicologicamente i figli, ad impaurirli, a manipolarli e, ancora, a deriderli e a sminuire tutto ciò che fanno.

I genitori chiocce

L’atteggiamento di questi genitori, al contrario, non permette ai figli di crescere autonomi. Chi protegge in maniera eccessiva i propri pargoli li rende preda ideale per i bulli, perché questi ragazzini hanno più difficoltà a relazionarsi con gli altri e hanno problemi di autostima, poiché non se la sanno cavare da soli.

Il ruolo dell’educazione impartita dalla famiglia

Ciò che si impara in famiglia determina anche la reazione che si ha davanti ad un atto di bullismo.

Se i bambini sono cresciuti in un ambiente in cui si insegna loro il valore dell’empatia e della partecipazione, sono pronti ad intervenire in soccorso di chi viene aggredito. Questo, invece, non accade quando crescono con l’idea che è meglio farsi i fatti propri.

Una ricerca durata cinque anni ha rivelato che rendere i figli autonomi già a 4 o 5 anni li preserva dal diventare bulli, ma anche vittime, perché li rende più autonomi e liberi di costruirsi, giorni dopo giorno, la loro vita sociale e di relazione.