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Banco tonni nuota nel mare

Bolton Food e Rio Mare: un nuovo progetto di pesca sostenibile

Si chiama “We Care” ed è il programma di sostenibilità che il Gruppo Bolton Food, proprietario, tra gli altri, del marchio Rio Mare, ha messo in piedi per agire più responsabilmente nei confronti dell’ambiente, delle persone e del pianeta.

Una strada importante, quella intrapresa dal colosso food internazionale, basato su tre pilastri: risorse, produzione e persone.

L’idea è quella di contribuire a un futuro più sostenibile, per tutti, mettendo nelle mani delle generazioni future un mondo migliore di quello che, altrimenti, si ritroverebbero. Un progetto ambizioso che ne fa guadagnare, sicuramente, anche in fiducia e reputazione da parte del grande pubblico.

Il programma

Sviscerando i tre pilastri dell’impegno preso, si scopre che:

  • la filiera produttiva viene studiata per garantire un uso sostenibile delle risorse naturali e delle materie prime, assicurando la tracciabilità dei prodotti – è stato creato un sistema ad hoc che permette di tracciare l’intero percorso del tonno, dal porto allo stabilimento produttivo – e, quindi, offrendo ai consumatori maggior controllo su ciò che mettono in tavola ogni giorno;
  • ogni fase della produzione e distribuzione dei prodotti è attentamente messa al vaglio, sempre con l’obiettivo principe di ridurre quanto più possibile l’impatto ambientale, contemporaneamente non rinunciando alla qualità e alla sicurezza di processi certificati;
  • le risorse umane, le persone – i dipendenti dell’azienda – in quanto “carburante” reale dell’intera attività, sono al centro dell’attenzione per il Gruppo, includendo continui processi di valorizzazione, formazione, sviluppo delle varie qualità.

La chiave di tutto, però, risiede nella scelta di diversificare i metodi di pesca, contrastando metodologie illegali o a rischio incidenti ambientali che, troppo spesso, sono annunciazioni di disastri per i nostri mari e per la stessa fauna ittica; un cammino che è stato premiato anche dal WWF e da Greenpeace, le associazioni ambientaliste sicuramente più influenti nel nostro Paese.

Il parere degli ambientalisti

Isabella Pratesi, direttore conservazione di WWF Italia, si è detta molto soddisfatta di questa progettualità: “La partnership con Bolton Food, in quanto leader europeo nel mercato del tonno in scatola, è cruciale per cambiare il modo in cui il tonno è pescato e influenzare i criteri con cui operano le aziende del settore ittico. Condividendo le migliori pratiche, miriamo a ispirare altre società di prodotti ittici a intraprendere la strada verso la sostenibilità contribuendo così a una pesca ben gestita e a oceani sani“.

Parole appoggiate anche da Giorgia Monti, responsabile della campagna mare di Greenpeace Italia, che ha assicurato: “La decisione di spostare le proprie produzioni verso i metodi di pesca più sostenibili e imporre limiti all’utilizzo di Fad – Fish Aggregating Device, sistemi di aggregazione per pesci – sui pescherecci da cui si approvvigionano è il risultato di un lungo e serio processo che Greenpeace ha seguito da vicino. Prendendo impegni ambiziosi l’Azienda ha dimostrato di essere un vero leader del mercato del tonno. Siamo sicuri che le sue politiche stimoleranno un vero e proprio cambiamento del settore verso approvvigionamenti più sostenibili e socialmente responsabili“.

In effetti, tutti questo è stato possibile proprio grazie ad un’intesa stretta con le due associazioni, che ha fornito il supporto giusto nella gestione dell’adesione all’International Seafood Sustainability Foundation, matrice del nuovo approccio strategico alla sostenibilità, fondata nel 2009.