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casa in legno bioarchitettura

Bioarchitettura: l’architettura che diventa sostenibile

L’architettura sostenibile, per qualcuno, rappresenta ancora una sorta di miraggio, un’utopia irrealizzabile, una promessa troppo grande per essere mantenuta. Eppure non è affatto così.

Con la sempre maggiore attenzione che si sta destinando alla salute del nostro pianeta, anche l’architettura ha cominciato ad evolversi secondo nuovi stili e rinnovate linee di pensiero: in una parola, si è fatta sostenibile, cercando di soddisfare il più possibile le condizioni naturali attraverso le quali case ed edifici possono essere costruiti, riscaldati, rinfrescati e, insomma, vissuti.

La bioarchitettura si fa di materiali eco

La prima cosa da studiare sono stati i materiali da ingaggiare: legno, pietra, bambù, ma anche paglia, fibra di cellulosa e vernici compatibili hanno davvero fatto la differenza in questa nuova ottica edile, ad impatto zero sull’ambiente ma dalla grande resa finale.

D’altro canto, non è un mistero che costruzioni antichissime di secoli siano giunte sino a noi, anche forgiate con questi materiali: l’importante è imparare a sfruttarne i punti di forza e le peculiarità!

Il legno, ad esempio, era stato quasi completamente abbandonato lo scorso secolo, ma con il nuovo millennio ha trovato nuovi impieghi, soprattutto utilizzato in combo con la pietra: moltissime case country e di campagna hanno preso vita proprio grazie a questo stile, come anche trattorie, taverne e wine bar che offrono spazi all’aperto. Si tratta di un materiale leggero da lavorare, fonoassorbente, economico, persino antisismico e di veloce installazione. Inoltre, protegge dall’inquinamento atmosferico ed elettromagnetico e permette di ottenere costruzioni, partendo da zero, in pochissimi mesi!

Il bambù, invece, è particolarmente noto per la sua resistenza, oltre che per una serie di caratteristiche che condivide con il legno; flessibile e disponibile in tantissime venature, che ne fanno pregio estetico, può essere utilizzato sia come materiale strutturale che di finitura, senza contare decori ed arredi che ne possono essere forgiati. Se avete ancora difficoltà a fidarvi, vi basterà sapere che la Comunità Europea sta finanziando un progetto cinese, fondato proprio sull’utilizzo di bambù, per la ricostruzione di alcuni alloggi in una zona ad alto rischio sismico: è proprio la flessibilità di questo materiale a renderlo così adatto!

La paglia, dal canto suo, economica e versatile, consente di ottenere ambienti salubri e naturali, mentre le vernici ecocompatibili, lavabili, prive di sostanze tossiche, ipoallergeniche e permeabili, sono perfettamente naturali e, nonostante questo, non consentono la formazione di muffe e batteri. Ancora, la fibra di cellulosa viene ottenuta riciclando carta di giornale ed è utilissima da sistemare nelle intercapedini dei tetti o delle pareti, perché isola, termicamente ed acusticamente, lascia traspirare i muri (evitando antipatiche muffe) e assorbe l’umidità, diventando anche un’ottima fonte di risparmio in quanto a riscaldamento e refrigerazione.

Aperture

Anche finestre, balconi ed aperture in generale possono essere studiate in funzione delle stagioni per accogliere più o meno sole e garantire una temperatura migliore tra le mura domestiche, in ogni periodo dell’anno. D’altro canto, è lo stesso segreto con il quale gli antichi romani costruivano le loro terme!